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L’allarme è arrivato di mattina presto sotto forma di un brutto e sprezzante manifesto “Lucano nemico d’Italia” lo slogan sparato e sotto i volti belli e sorridenti di Domenico Lucano, sindaco di Riace e di Ada Colau, sindaca di Barcellona. C’è concorrenza a destra fra le due piccole forze che provano a contendersi il monopolio di partner più affidabili per Salvini e se una di queste ha esibito recentemente il proprio fascismo cercando consenso nelle periferie e aizzando l’odio contro i rom, l’altra ha deciso di replicare promuovendo col proprio piccolo ducetto una manifestazione davanti all’università di Roma La Sapienza, dove nel pomeriggio di lunedì è stato invitato e parlerà Mimmo Lucano.

Nel loro volantino i fascisti lo definiscono “simbolo del potere immigrazionista”, dichiarano di voler bloccare la conferenza, coinvolgono ancora il fantasma di Soros accomunato agli antifascisti. Verrebbe da cavarsela con uno sberleffo. Uno degli uomini più perseguitati dal Viminale, esiliato dal suo paese senza avere neanche un rinvio a giudizio sulla base di accuse che la stessa Suprema Corte di Cassazione ha definito inconsistenti è considerato un “potere”. E da chi. Da una organizzazione guidata da un ricco pluripregiudicato, i cui militanti sono stati spesso coinvolti in pestaggi ai danni di cittadini migranti, la cui ideologia è basata sul cattolicesimo più intransigente e sul nazionalismo xenofobo di stampo puramente fascista.

Per gli aderenti a questo gruppo che soltanto l’ignavia di chi dovrebbe far applicare le leggi non ha ancora sciolto, ogni male del paese è rappresentato dalla diversità culturale, il disagio in cui si vive non è legato ad un fallimentare modello economico ma alla presenza di uomini e donne il cui colore della pelle è diverso e a quella di chi considera la società pluriculturale, la libertà di circolazione, l’universalità dei diritti come fondamentale per il proprio vivere. La reazione che c’è stata nel tessuto democratico e di sinistra della città è stata forte e immediata, si è diffusa sui social, in telefonate, comunicati stampa, dichiarazioni e impegni. Come ha dichiarato Maurizio Acerbo, segretario del Prc-S.E. nel chiedere che la manifestazione fascista venga vietata: «Mimmo Lucano non sarà accolto all’Università dai nipotini di Hitler e Mussolini ma da tante e tanti che vorranno abbracciarlo e ringraziarlo».

“Sapienza Antifascista”, il Coordinamento dei collettivi dell’ateneo, Link Sapienza, e altre realtà studentesche antifasciste hanno convocato per domani sabato 11 maggio alle ore 15 una assemblea davanti alla Facoltà di Lettere e lunedì sin dalle ore 11 sarà garantita la presenza di studentesse e studenti antifascisti davanti alla statua della Minerva. L’Anpi, le forze della Sinistra e del centro sinistra, la Cgil, i sindacati di base hanno chiamato alla mobilitazione per impedire qualsiasi provocazione. La presenza di Lucano alla Sapienza, invitato dal dipartimento di Antropologia culturale a parlare in merito al tema della convivenza è un atto meritorio dell’accademia che non dovrà essere turbato da nessuna provocazione. Circola insistentemente la voce che la questura possa vietare il presidio fascista all’ingresso dell’Università. Sarebbe un atto di saggezza e di rispetto per una città che già sta vedendo in troppe occasioni deturpata la sua storia. E ci appelliamo anche noi a chi dovrebbe vigilare sul rispetto della Carta costituzionale, ivi compresa quella norma transitoria e lungimirante che vieta la ricostituzione del partito fascista. Dovrebbe occuparsene anche questo governo perennemente alla ricerca di nemici immaginari ma mai capace di assolvere alle proprie funzioni, a partire da chi, dal Viminale, si richiama continuamente al Ventennio, in maniera spudorata.

Domenico Lucano però non ha intenzione di desistere né di promuovere odio. «”Io nemico dell’Italia? Una assurdità» ha dichiarato il sindaco sospeso all’AdnKronos. «La loro protesta non mi spaventa, mi interessa invece parlare agli studenti, che sono il futuro della nostra società. In Italia viviamo un momento difficile in cui ci viene detto che deve prevalere la disumanità – continua Lucano – si è creato un clima d’odio, di forte contrapposizione sociale, ed è inutile girarci intorno, c’è una deriva fascista».

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