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L’aria di insurrezione (e di lacrimogeni) che si respira in Francia, Simon Veil e la lotta per l’autodeterminazione delle donne, l’industria che non conosce la crisi – quella delle armi: 200mila posti di lavoro e 4mila piccole e medie imprese solo in Francia – infine, i treni fantasma, le linee minori che stanno per essere tagliate da Macron in nome della redditività: è il sommario del numero primaverile di un trimestrale francese che a prima vista non sembra diverso da quello di una puntata di Report o di un settimanale d’inchiesta come Left solo che si tratta della Revue dessinée, giornalismo a fumetti, 228 pagine realizzate da coppie di autori, 20mila copie di tiratura e 6mila abbonati. Non esiste in Italia un’esperienza del genere, anzi, non esiste più, perché per alcuni anni ha funzionato Mamma (“Se ci leggi è giornalismo – diceva lo slogan redazionale – se ci quereli è satira”) autoprodotta dagli autori di una generazione incastrata tra la crisi della carta stampata e la gerontocrazia nelle stanze dei bottoni dell’editoria. «Tra le firme quelle di Mauro Biani, Makkox, ZeroCalcare – ricorda Carlo Gubitosa, che ne è stato il trascinatore -, Mamma (si può trovare cliccando mamma.am) ha avuto il suo ciclo, ha raggiunto il limite di quello che può fare un gruppo di autori nel Paese in cui il “quasi” monopolio Mondadori-Messaggerie è soffocante». Eppure quel pubblico esiste come dimostrano i cataloghi di marchi come Becco giallo, Round robin, Tunuè, una ricchezza che sarà visibile all’Arf, il festival del fumetto in programma a Roma dal 24 al 26 maggio.
«Kobane calling, il reportage a fumetti di ZeroCalcare dal Rojava, è stato l’unico fumetto ad essere primo nelle classifiche dei libri più venduti, impensabile in Italia fino a quel momento, un segnale che solo in parte è stato raccolto con l’ingresso del comics journalism negli spazi della stampa periodica italiana», dice a Left Gubitosa, autore per i tipi di Npe di Il giornalismo a fumetti. Raccontare il mondo col linguaggio della nona arte, via d…

L’articolo di Checchino Antonini prosegue su Left in edicola dal 17 maggio 2019


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