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Il problema è che siamo sempre inchiodati nei nostri pregiudizi, impegnati a credere che non ci sia alternativa, destinati a galleggiare senza nemmeno più la voglia di invertire la rotta e intanto ci perdiamo il mondo là fuori, quello che sperimenta, che rischia e che alla fine dimostra come il mondo reale sia diverso dalla realtà che ci viene raccontata ogni volta, sempre uguale a se stessa, sempre senza via d’uscita.

Eppure ieri è uscito un interessante articolo sul Corriere della Sera (uno di quegli articoli che non fanno clic e non conquistano i lettori poiché non contengono risse o altro) che racconta di come alcune aziende sparse per il mondo abbiano deciso di fare lavorare i propri dipendenti per quattro giorni alla settimana con lo stesso stipendio ottenendone un aumento di fatturato. Incredibile, eh?

Perpetual Guardian ha uffici in Nuova Zelanda, qualcosa come 140.000 clienti e dopo otto settimane di sperimentazione ha deciso di lasciare libertà di scelta sul lavorare il venerdì ai propri dipendenti. Risultato? un più 20% di fatturato. Davvero. E il tema è molto più attuale di quello che si crede visto che ben 350 aziende hanno chiamato il ceo dell’azienda per avere ragguagli e aggiornamenti.

Anche Radioactive (un’agenzia di pr) ha optato per la settimana corta in cambio di 15 minuti in meno di pausa pranzo e di una piccola decurtazione delle ferie. Risultato? L’azienda va a gonfie vele e i cittadini si godono il maggior tempo libero. Più concentrati sul lavoro e più aperti a vivere di vita vissuta.

I nomi sono tantissimi. Negli USA il week end lungo è molto usato anche da aziende di grosse dimensioni e tutto questo mi fa pensare a noi, costretti a sobbarcarci di un milione di piccoli lavoretti per campare, un Paese di piccoli professionisti che devono compiere salti mortali per arrivare alla fine del mese. Ed è bellissimo pensare che si lavori per vivere e non si viva per lavorare perché è un adagio che ha moltissimi anni e incredibilmente nessuna forte rappresentanza nella politica. E forse saremmo tutti meno esasperati. Più vivi, appunto.

Buon mercoledì.

 

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