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Non so se capita anche a voi, a volte, di avere la sensazione di seguire una vicenda che non si mostra realmente per quello che è. Come se in pubblico avvenissero cose solo per placare gli animi mentre i veri fatti, quelli che contano, decidono e disegnano le sorti vengano decisi da un’altra parte. Immaginate uno spettacolo dove tutte le scene migliori avvengano di nascosto nel cesso, una cosa così, e sul palco si intrattiene il pubblico solo per evitare che a qualcuno venga voglia di alzarsi e andare a fare un giro per la sala, magari proprio nei bagni, e scoprire l’indicibile.

Uno spettacolo osceno. Uno spettacolo che avviene fuori scena. Una cosa così. E anche di fronte a tutta la discussione sullo Sblocca Cantieri e sul maxi emendamento della Lega che di fatto rimette in discussione l’intero disegno di legge, la sensazione è quella che si prova quando i bambini fanno gli spruzzi in acqua perché non vogliono sentire gli altri, illudendosi in mezzo alle goccioline per un secondo di essere da soli senza nessuno intorno. È un fumo (che è poi quello che ha cercato e insiste nel cercare di dire il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa) che annebbia l’opinione pubblica e distoglie dalla realtà dei fatti ovvero che la Lega sta mettendo in discussione una legge così come è stata congelata, scritta e desiderata dallo stesso governo di cui fa parte. Una sorta di opposizione a se stessi, l’ennesima per lucrare sui voti, per fare un po’ di facile campagna elettorale e soprattutto per prendersi il tempo di decidere se andare al voto il prossimo settembre o aspettare ancora un po’.

Questo governo non governa, giochicchia. Rimane sulle spine per riempire i giornali di storie e intanto finge di avere soluzioni a problemi che si è creato da solo. E voler sospendere il codice degli appalti come continua a ripetere il ministro dell’interno significa tornare a una legge che è già stata abrogata. Il caos più completo. Andrebbe avvisato che sospendere il codice degli appalti significa andare a casa dei mafiosi citofonare a uno a uno, e portargli un regalo su un vassoio d’argento. Ma che gli interessa della mafia a Salvini? È solo ministro dell’interno, lui, del resto.

Buon mercoledì.

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