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Sarebbe il momento di osare un passo più lungo di quelli fatti fin qui, tentare di spezzare questo angolo che rinchiude il momento politico in un circo delle pulci di slogan, piccole vendette trasversali e patetici istinti di preservazione.

Bisognerebbe smettere di essere credenti, ad esempio. Credenti nel senso di ciecamente innamorati del proprio leader per seguirne pedissequamente tutte le mosse come se fossero inutili i ragionamenti. Spostare l’affezione dai partiti ai loro uomini al comando ha reso tutto terribilmente superficiale e scontato: non esistono correnti in virtù di diverse interpretazioni del presente ma è tutto un bieco senso di appartenenza. Dal chi sei? siamo passati al chi ti manda? senza nemmeno accorgersi che sia la strada migliore per la superficialità. Ci accorgeremmo forse che il nostro politico preferito, per quanto sia il preferito, possa dire anche delle solenni cagate e possa prendere decisioni sbagliate. Nessun dramma, per carità, ma almeno ci sarebbe la soddisfazione di chiedergli spiegazioni e ascoltare le risposte.

Bisognerebbe smettere di essere creduloni, anche: imparare a valutare le azioni oltre alle parole. Il buon esempio non si spiega, si pratica. Vale per i genitori con i propri figli ma vale anche per chi dovrebbe amministrare con lo zelo del buon padre di famiglia. Credere a qualcuno come prerequisito di ogni suo gesto è il modo migliore per garantirgli impunità e bassa propaganda. Forse dovremmo coltivare l’esercizio del dubbio. Sarebbe un bene, per tutti.

Bisognerebbe cominciare ad occuparsi di essere credibili. E pretendere gente credibile. Gente che se cambia idea su qualcosa ha il dovere di spiegarci per bene il per corso del suo pensiero e ha il dovere di prendersi la responsabilità dei propri errori. La credibilità non si costruisce indovinando tutte le mosse, figurarsi, ma rimanendo coerenti a valori e principi, ad esempio non prendendo decisioni solo per preservarsi ma riuscendo a comunicare dove stia il bene collettivo.

Credibili, credenti e creduloni: sembra così facile decidere dove stare.

Buon lunedì.

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