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Cerchiamo di capirci: un taglio alla spesa pubblica, soprattutto se intacca alcuni insopportabili privilegi del corpo parlamentare, sarebbe un segnale di morigeratezza al passo con questi tempi di difficoltà economiche e di crisi del lavoro. Su questo possiamo essere d’accordo. Ma la bava alla bocca anti-casta che in questi anni ha addirittura dipinto realtà inesistenti pur di accrescere l’antipolitica come leva per scardinare la democrazia e imporre l’autoritarismo (e il leaderismo) è uno degli errori più gravi che si potrebbero commettere in questo tempo dove si chiede di instaurare una credibilità, oltre che un governo.

Il taglio dei parlamentari, ad esempio, comporterebbe un risparmio nelle casse dello Stato di 50 milioni di euro. Ebbene, 50 milioni di euro non sono poca roba, detti così, buttati come se fossero un amo, ma stiamo parlando dello 0,007% della spesa pubblica. Un’inezia. Una roba da niente.

Sento già le osservazioni: “Da qualche parte bisogna cominciare”, dicono. Ed è verissimo. Ma ridurre il numero di deputati significa inevitabilmente ridurre anche la rappresentanza dei cittadini (quelli che si invocano sempre quando si è alti nei sondaggi, per dire) e tagliare i parlamentari significherebbe sicuramente mettere mano alla Costituzione (ve lo ricordate il risultato dell’ultimo referendum?) e affidare al prossimo governo lo studio di una giusta legge elettorale (sì, ciao) che non penalizzi le regioni più piccole.

Allora mi chiedo se non si otterrebbe un risparmio significativo (seppur minimo) e simile al taglio dei parlamentari con il dimezzamento delle indennità, solo per fare un esempio. O se davvero non sia possibile trovare risparmi più consistenti con riforme ben più coraggiose (mafie, corruzione, centinaia di miliardi, vi dicono qualcosa?) che garantirebbero l’equilibrio della democrazia decidendo di toccare quei potentati che da sempre ci costano molto di più dei caffè alla buvette della Camera (riconversione ecologica, ad esempio, che farebbe bene ai nostri figli).

Insomma, provare ad essere seri, fare tornare di moda la serietà, alzare il livello. Volare alto: una volta si diceva così.

Buon lunedì.

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