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Gli ultimi dati raccolti dall’Istituto nazionale di ricerche spaziali (Inpe) brasiliano sono spaventosi tanto quanto chiari: gli incendi nel bioma amazzonico sono aumentati del 196% ad agosto di quest’anno, raggiungendo 30.901 focolai attivi rispetto ai 10.421 dello stesso mese del 2018. I roghi sono cresciuti anche considerando l’intero territorio brasiliano, e non solo l’Amazzonia: 51.936 focolai ad agosto, con un incremento del 128% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, quando sono stati identificati 22.774 focolai. Da gennaio ci sono stati 90.501 focolai in tutto il Paese, rispetto ai 52.926 dello stesso periodo dell’anno scorso (+71%). Il numero è il più alto osservato dal 2010.

Degli incendi in Amazzonia se ne è parlato parecchio nelle ultime settimane, ma nessuna soluzione sembra essere stata trovata per il momento dai leader sudamericani e la situazione è in peggioramento. Peggiorerà ancora nei prossimi mesi con l’intensificarsi della stagione secca. Sono almeno 7mila i metri quadri di foresta già stati persi tra le fiamme, un’area più grande della Liguria (quasi 6mila km quad.) e i danni provocati non sono ancora valutabili poiché si conosce il numero dei focolai attivi ma non la loro dimensione.

Si registra perfino un aumento degli omicidi tra gli indigeni delle popolazioni native dell’Amazzonia che tentano di difendere il territorio dalle aziende che ne sfruttano le risorse radendo al suolo la foresta. Il tutto in nome dello sfruttamento economico. Senza modifiche nel quadro legislativo , Bolsonaro è riuscito a imprimere un accelerazione al disboscamento.

Nonostante tutti i dati raccolti, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro continua a considerare “allarmistici” i toni dei media che affrontano l’argomento – a inizio agosto ha cacciato il direttore dell’Inpe stesso accusandolo di mentire sul disboscamento – e polemizza ancora nei confronti di Emmanuel Macron, che aveva definito la situazione una “crisi internazionale” e proposto l’argomento al G7 di Biarritz.

Mercoledì 28 agosto Bolsonaro ha ricevuto il suo omologo cileno Sebastian Piñera a Brasilia e i due hanno deciso di raccogliere i leader dei paesi sudamericani implicati per analizzare la situazione, il prossimo 6 settembre a Letizia, città colombiana al confine tra Brasile e Perù. Piñera, intervistato dalla Bbc a margine del G7, ha dichiarato che Bolsonaro non è responsabile degli incendi e che con il suo comportamento sta «difendendo la sovranità del Brasile». «L’Amazzonia e’ una vasta area di 7 milioni di chilometri quadrati. Ogni anno ci sono incendi. Quest’anno è stato peggio dell’anno scorso, ma restiamo nella media degli ultimi 20 o 30 anni. Non credo che il presidente Bolsonaro sia responsabile, penso che stia facendo tutto il possibile per combattere questi incendi», ha sottolineato. Bolsonaro ha reiterato che accetterà i 20 milioni di dollari offerti dal G7 solamente se Macron «smentirà quello che ha detto sulla nostra sovranità in Amazzonia».

 

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