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Con l’insediamento del nuovo governo potrebbe aprirsi una stagione nuova riguardo l’autonomia differenziata ed il Sud, viste le dichiarazioni, anche recenti, del neo ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, e dato che il suo collega al Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, è vice direttore di Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), e soprattutto in virtù della loro profonda e diretta conoscenza delle problematiche che attanagliano il Meridione. Restano in sospeso, dal precedente governo, anche altre questioni urgenti che riguardano il Sud, quali l’estensione della decontribuzione per le nuove assunzioni, a partire dai giovani, la nomina di Invitalia a “braccio operativo”degli enti locali, per sveltire la realizzazione di opere infrastrutturali, e l’istituzione di un adeguato polo bancario per aiutare le Pmi meridionali ad accedere al credito in maniera più conveniente. Per non parlare poi delle vertenze industriali. Impossibile prevedere cosa di questo sarà ripreso o meno dal nuovo esecutivo.

La Questione meridionale si ripropone ancora instancabilmente da decenni, mentre tutto il Mezzogiorno sprofonda sempre di più inesorabilmente nelle statistiche economiche e non solo. Il paradigma consueto, frutto di stereotipi duri a morire e di una idea spesso grottesca dei problemi del Meridione, aggravati da accenti spesso apertamente razzisti, fomentati per soli scopi elettorali, ripropone anche l’urgenza di una rappresentanza politica territoriale, per dare le giuste risposte e tenere in evidenza nel dibattito politico le esigenze del Sud. Cosa che solo una formazione politica con visione ed obiettivi gramsciani può garantire.

Il rilancio del Paese passa obbligatoriamente da…


Natale Cuccurese è presidente e segretario nazionale del Partito del Sud-meridionalisti progressisti

L’articolo di Natale Cuccurese prosegue su Left in edicola dal 13 settembre 2019

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