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Qualcuno dica ai maggiorenti della Rai che possono anche smettere di fare i falsi sovranisti per leccare ministri che non sono più ministri e magari potrebbero, allo stesso tempo, occuparsi di fare il servizio pubblico così come previsto dall’atto costitutivo e magari smetterla di essere un sevizio pubblico che continua a lasciare spazio a ignobili conduzioni e a tutte le bugie che qualcuno insiste nel propinarci.

Qualcuno ad esempio potrebbe dire a Bruno Vespa che sulla violenza sulle donne ci sono decine di esperte e di esperti che potrebbero spiegargli come sia stato capace di usare tutti i peggiori luoghi comuni (oltre ai putridi risolini) mentre intervistava, appunto, una donna vittima di violenze riuscendo nella memorabile impresa di rivittimizzare la vittima un’altra volta.

Qualcuno potrebbe anche fare notare a Salvini (che insiste nel dire che con lui sono diminuiti gli sbarchi e sono diminuite le vittime nel Mediterraneo) che i dati del ministero che lui presiedeva lo smentiscono in toto certificando ben 1.369 vittime (ben più di Minniti che aveva avuto a che fare con un numero maggiore di partenze) e gli sbarchi che dice di avere bloccato sono tutti avvenuti in porti che non sono mai stati chiusi. Sarebbe bello che qualcuno glielo facesse notare, del servizio pubblico.

E, più in generale, forse sarebbe il caso che ci si ricordi che il lavoro del giornalista consiste nel porre domande e non nell’essere megafono delle opinioni di chi sta al potere. Sarebbe un bel modo anche per ricordare il compleanno mancato di Giancarlo Siani, che era giornalista giornalista.

A proposito: Siani era un precario sottopagato. Sarebbe da tenersi a mente anche questo. Visto che i giornali che lo stanno celebrando potrebbero farsi un esame di coscienza.

Buon venerdì.

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