Condividi

Una lunga scia di vicende giudiziarie per l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Dopo l’autorizzazione a procedere per il reato di sequestro di persona nel caso della nave Gregoretti, il 27 febbraio la Giunta del Senato deciderà sulle violazioni contro la Open Arms

Diciotti, Gregoretti, Open Arms, Sea Watch. Grottesco come “il Capitano” si trovi coinvolto in vicende giudiziarie note per i nomi delle imbarcazioni cariche di migranti che ha tentato di bloccare in mare. Vicende da non equiparare, che seguiranno percorsi diversi. In ordine cronologico. La nave della Guardia costiera italiana Diciotti, il 16 agosto del 2018 salvò 190 richiedenti asilo. Il soccorso poteva avvenire prima ma il barcone con i migranti era in zona Sar (Search and rescue) maltese e il governo di La Valletta, che non ha firmato convenzioni come la Sar e la Solas (Safety of life at sea), non intervenne. Le persone a bordo di cui 37 minori e 10 donne, vennero salvate dalla Guardia costiera italiana, 13 furono fatte scendere dalla nave per ragioni sanitarie, gli altri approdarono il 20 agosto a Catania e al comandante della Diciotti, su ordine dell’allora ministro dell’Interno, venne impartito l’ordine di non permettere ai migranti di lasciare l’imbarcazione. Rimasero in rada altri 6 giorni.

La procura di Agrigento aprì un fascicolo per «sequestro di persona aggravato» nei confronti del ministro che trasmise al Tribunale dei ministri di Palermo e poi a quello di Catania, territorialmente competente. Intanto la procura di Catania aveva chiesto l’archiviazione ritenendo l’esercizio politico non sindacabile. Il Tribunale dei ministri non accettò tale richiesta in quanto ravvisava «la precisa volontà del ministero dell’Interno» di privare della libertà personale le persone a bordo della Diciotti. Nonostante le violazioni emerse (art.13 della Costituzione, art. 5 Convenzione Onu per la salvaguardia dei diritti dell’uomo) la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinse il 19 febbraio 2019 la richiesta. L’aula confermò la decisione il 20 marzo. Il Capitano era salvo.

Un anno dopo la Diciotti, il 25 luglio 2019, un’altra imbarcazione militare, la Gregoretti, raccolse in due distinte operazioni 135 persone, 50 salvate da un peschereccio e gli altri da un pattugliatore della Guardia di finanza. Una famiglia riuscì a farsi portare a terra, a 15 minori venne permesso di sbarcare il 29 luglio, gli altri attesero altri due giorni. La vicenda ha uno sviluppo diverso: è entrato in vigore il Decreto sicurezza bis e una nave militare non può essere fermata. Ma oltre a differenze “operative” – il reato contestato è sempre quello all’articolo 605 del Codice penale, sequestro di persona – è intervenuta una sentenza della Corte costituzionale (giugno 2019) secondo cui il «diritto alla vita e alla libertà» non può essere violato. Inoltre…

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 21 febbraio

SOMMARIO

Leggi e sfoglia online o con la nostra App
ACQUISTA L’EDIZIONE DIGITALE

Commenti

commenti

Condividi