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I 5stelle si sono lanciati ad ali spiegate sul taglio dei parlamentari quando, per risparmiare, sarebbe bastato ridurre gli stipendi. Ma se è una questione di soldi perché non si impegnano “anima” e corpo nel recupero dei 5 miliardi di Imu non pagata dalla Chiesa tra il 2006 e il 2011?

Lo so, potrebbe sembrare il solito benaltrismo, la volontà di non fare qualcosa adducendo ogni volta un problema più grande o più urgente ma la questione del taglio dei parlamentari (meglio: dei costi della democrazia) stride enormemente rispetto al costo della Chiesa cattolica nelle casse dello Stato, con una differenza sostanziale: il Parlamento rappresenta tutti i cittadini mentre la Chiesa rappresenta solo una parte di essi, anche se la pagano tutti.

Il taglio dei parlamentari su cui si stanno lanciando ad ali spiegate i 5stelle (che intanto invece hanno smesso di tagliarsi lo stipendio ma anche questo sembra sfuggire all’attenzione popolare) farebbe risparmiare 1,3 euro a persona l’anno, 3,12 euro a famiglia: davvero siamo sicuri di volere bere un caffè in più ed essere meno rappresentati in Parlamento? Perché se invece la recondita soddisfazione di vedere qualche parlamentare in meno deriva semplicemente da uno spirito di vendetta nei confronti di qualcuno allora sarebbe consigliata un’iscrizione alla palestra più vicina o a un corso di yoga, il risultato sarebbe lo stesso.

Sapete invece quanto costa il Concordato? Facciamo un po’ di conti: i Patti Lateranensi del 1929 prevedevano un…

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 21 febbraio

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