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«In Russia si ha paura persino di ridere per una battuta sul potere. Anche per questo molti giovani si avvicinano alla politica». Parla l’attivista diciottenne e studentessa di giornalismo, che sfida Putin leggendo in piazza la Costituzione che lui vuol manomettere

«In Russia si ha paura persino di ridere per una battuta sul potere. Anche per questo molti giovani si avvicinano alla politica». Abbiamo parlato con Olga Misik, l’attivista diciottenne e studentessa di giornalismo, che sfida Putin leggendo in piazza la Costituzione che lui vuol manomettere

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È fortemente indignata Olga Misik per la controriforma della Costituzione russa che Vladimir Putin vuole imporre, cancellando l’ateismo, trasformando la Russia in uno Stato confessionale, mentre con un atto degno di uno zar cerca di allungare ulteriormente il tempo della propria permanenza al potere. La ragazza, oggi diciottenne, divenuta famosa in tutto il mondo per aver sfidato agenti in tenuta antisommossa con una protesta pacifica e democratica, oggi rischia la galera, ma non si lascia irretire. È stata più volte denunciata per manifestazione non autorizzata anche se lei non ha fatto altro che leggere a voce alta articoli della Carta su cui ha giurato lo stesso Putin. Terminate le superiori con ottimi voti ora studia giornalismo all’università statale di Mosca e intanto porta avanti la lotta non violenta in nome della libertà di parola, di espressione, contro ogni forma di discriminazione.

Per parlarci di tutto questo il 20 marzo avrebbe dovuto essere a Milano nell’ambito di Move on, un ciclo di incontri su diverse piazze del mondo, dal Cile, alla Spagna, alla Catalunya, a Hong Kong, realizzato dalla rete dei ricercatori della Fondazione Feltrinelli, ma il diffondersi del contagio ha imposto uno slittamento di data. In attesa di poterla incontrare dal vivo le abbiamo chiesto cosa ne pensa della sproporzionata reazione repressiva che ha accompagnato il suo gesto e quali conseguenze comporta per lei e per la protesta giovanile che sta crescendo a Mosca soprattutto fra chi, come Olga, non ha conosciuto altra Russia che quella comandata da Putin.
Ma cominciamo dalla domanda chiave:

Perché leggere la Costituzione in piazza oggi, in Russia, è diventato “sovversivo”?
Penso che fattori diversi abbiano concorso a far scattare la reazione delle forze dell’ordine: ha colpito la mia giovane età, ma anche il senso fortemente simbolico di quel gesto. Forse ha avuto un impatto così forte perché mi trovavo nel posto giusto al momento giusto. Hanno avvertito che qualcosa stava nascendo: un movimento, una reazione che fino ad allora non si era mai…

L’articolo prosegue su Left in edicola dal 20 marzo 

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