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Cosa sta succedendo davvero in Brasile?

La pessima gestione dell’emergenza Covid-19 da parte del presidente Jair Bolsonaro, ha fatto sì che, soprattutto in Italia, iniziasse a circolare la notizia di un golpe bianco dei militari in Brasile, con il presidente esautorato da tutte le decisioni rilevanti e lasciato alla presidenza solo formalmente. Al suo posto ci sarebbe il generale Walter Souza Braga Netto, ministro della Casa Civil. La notizia, che al momento non trova riscontri “ufficiali”, si basa su un’indiscrezione dell’1 aprile del sito internet Defesa.net, vicino agli ambienti militari brasiliani, e rilanciata due giorni dopo dal giornalista argentino Horacio Verbitsky.
La “indiscrezione” potrebbe essere il sintomo di uno scontento dei vertici militari, tornati ormai in auge nel Paese sudamericano, probabilmente insoddisfatti di come Bolsonaro sta gestendo la crisi sanitaria e che forse cercano in questo modo di tastare il polso della situazione.

Nei giorni scorsi Bolsonaro aveva visto cancellati alcuni suoi post su Facebook, Twitter ed Instagram perché, a detta dei social network, diffondevano false informazioni sul Covid-19 e aveva ricondiviso su Instagram la notizia di un blog di cattolici tradizionalisti italiani (La Nuova Bussola Quotidiana) secondo cui in Italia vi sarebbe «un’epidemia di suicidi e depressione a causa del sensazionalismo dell’informazione sul coronavirus». Solo il 31 marzo sembrava aver preso la giusta direzione nella lotta al coronavirus, quando in un messaggio alla nazione a reti unificate ha definito l’emergenza sanitaria «la più grande sfida per la nostra generazione», ammettendo che per affrontarla fossero necessari «unione e collaborazione» da parte dei poteri dello Stato per «salvare vite, senza perdere posti di lavoro». Questa inversione di rotta non è stata però il frutto di una reale comprensione del pericolo, ma quanto piuttosto delle pressioni arrivate dai suoi stessi ministri (perlopiù militari) e del fatto di essere restato il solo presidente a sottovalutare i rischi del coronavirus, dopo che anche il suo mito Donald Trump aveva cambiato approccio sulla pandemia. Solo poche ore dopo questo annuncio, Jair Bolsonaro era già “tornato se stesso”: auspicava un rapido ritorno alla normalità e annunciava una giornata nazionale di digiuno religioso contro il coronavirus affinché il Brasile restasse «libero dal male il più rapidamente possibile».

I brasiliani non stanno apprezzando per niente come il presidente Bolsonaro si sta comportando in questa delicata fase nazionale e mondiale. A rimetterci è innanzitutto la sua popolarità, scesa al 33%, la percentuale più bassa da quando è al potere. Alla luce di questo, Mônica Bergamo, editorialista di Folha de S.Paulo (più autorevole giornale brasiliano), fa notare come Jair Bolsonaro sia tra i pochi leader mondiali a perdere consensi durante la pandemia. Non va tanto per il sottile invece The Economist, che definisce sconsiderata e pericolosa per tutti la sua gestione, arrivando a paragonarlo all’imperatore Nerone che dà fuoco a Roma. Per questo motivo l’hanno rinominato «Bolsonero».
Cresce invece in maniera esponenziale il gradimento del ministro della salute, Luiz Henrique Mandetta, che tocca quota 76% (più del doppio del presidente). Il ministro, che fino a prima dell’emergenza coronavirus era rimasta una figura marginale nell’attuale amministrazione, ora è considerato dalla maggior parte dei brasiliani il personaggio più autorevole e su cui fare affidamento in questa delicata situazione. Medico, da molti anni in politica, Mandetta è un personaggio noto per essere apertamente contro l’aborto e per la durezza dei suoi attacchi alla Presidenta Rousseff quando era deputato federale.

I numeri che arrivano dal Brasile non sono buoni: è il Paese sudamericano con più contagi e morti, si registrano i primi casi anche tra le tribù indigene, mentre la Borsa di São Paulo che nel primo trimestre del 2020 ha perso il 37% (record negativo) va ad impattare pesantemente su un’economia già in sofferenza. Per Jair Bolsonaro la soluzione a questa emergenza sanitaria sarebbe la sospensione della democrazia, come ha fatto il suo amico e collega Viktor Orbán in Ungheria, ma con un “pizzico di rammarico” dice che non ha gli strumenti per farlo.
I brasiliani però non sono soli: domenica 5 aprile alle 21, per iniziativa del giornalista Silvestro Montanaro resa nota da Il manifesto, è previsto un panelaço solidale dai balconi italiani per denunciare l’irresponsabile gestione del Covid-19 da parte del presidente Bolsonaro.

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