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Come si può trattare un tema delicato e sensibile come quello della morte di migliaia di persone sulla base di analisi prive di scientificità ma spacciate per scientifiche?

Abbiamo un governo che fa fatica a comunicare. Questo è ormai chiaro a chiunque anche soltanto facendo il confronto con altri paesi dove i capi di stato spiegano quotidianamente con l’aiuto di slide e con un linguaggio chiaro quello che fanno e quali sono i tempi stimati per uscire dal lockdown e il modo in cui si pensa di farlo.

A questa incapacità di comunicare del nostro governo dobbiamo purtroppo aggiungere lo scandalo di quotidiani nazionali importanti che non si capisce se fanno apposta a pubblicare articoli e “notizie” del tutto errate (per non dire false).

Parlo del Sole 24 ore che il 17 aprile ha pubblicato sul suo sito un articolo a firma di Paolo Becchi (professore ordinario di Filosofia del Diritto presso l’Università di Genova) e Giovanni Zibordi (trader e consulente manageriale e finanziario) dove si sostiene, sulla base di dati Istat, che la mortalità in Italia nei primi 3 mesi e mezzo del 2020 sarebbe complessivamente minore di quella dell’anno scorso e degli anni precedenti, malgrado l’epidemia di Covid.

Da questo dato fanno una serie di considerazioni “politiche” tra cui quella per cui il lockdown italiano sarebbe eccessivo perché la mortalità relativa (cioè i morti per milione di abitanti) è più alta di quella di paesi in cui il lockdown è più leggero.

Gli autori sostengono quindi che il nostro lockdown in realtà non è servito a nulla, sia perché i morti sono di meno, sia perché la mortalità relativa è più alta.

Ora io capisco che Confindustria voglia uscire al più presto dal lockdown e che il suo giornale spinga in questo senso. Ma questo articolo è scandaloso perché si basa su numeri male interpretati e le considerazioni che fa sono completamente errate.

I numeri riportati nell’articolo sono sbagliati perché l’Istat ancora non sa qual è il numero complessivo di morti che si sono avuti in Italia dall’inizio dell’anno!

I dati pubblicati dall’Istat in questi giorni sono quelli ricevuti da una parte dei comuni che rientrano nell’Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente).

I comuni Anpr sono quelli che trasmettono i dati all’Istat quasi in tempo reale e sono i 3/4 del totale. Gli altri comuni forniscono i dati all’Istat in modo più lento e ci vogliono 4 mesi per averli elaborati e inseriti nelle tabelle.

Tra tutti i comuni Anpr (5.866) sono stati selezionati solo quelli (1.689) in cui ci sono stati almeno 10 morti nel 2020 e che hanno avuto un incremento complessivo della mortalità di almeno il 20% rispetto alla media degli anni scorsi.

Tra questi 1.689 comuni ci sono molti dei comuni che sono stati colpiti dall’epidemia. Sono quindi dei dati preziosi da cui si possono ricavare delle informazioni molto interessanti.

Non possono però essere considerati per ricavare il totale dei decessi! Ed è incredibile doverlo spiegare!

Ovviamente c’è scritto chiaramente sul sito dell’Istat se si ha la pazienza di leggere. C’è anche una infografica semplicissima, sempre a leggerla…

Il dato VERO che emerge è che, in quei 1.689 comuni fino al 3 aprile 2020 ci sono stati 18.337 morti in più rispetto al 2019 (78.555 vs 60.218) e poco di più rispetto alla media 2015-2019 (59.917).

Altro che meno morti del 2019…

Si può discutere di tutto anche in maniera forte, ma per favore cerchiamo di fare attenzione ai dati di cui parliamo.

Altrimenti poi si rischia di determinare comportamenti realmente pericolosi.

Questo vale per tutti ma sarebbe più che obbligatorio per i grandi media come il Sole24ore.

*

UPDATE ore 21.03: In calce all’articolo del Sole24ore è comparso un comunicato del Comitato di redazione che ne prende le distanze. E a metà pezzo è stata pubblicata una precisazione dell’Istat.

==> L’immagine è stata realizzata da me con una tabella pivot di excel elaborata sui dati Istat che si possono trovare qui: https://www.istat.it 

Qui la pagina dell’Istat con i link a tutte le tabelle con i dati aggiornati (oggi 18 aprile) al 3 aprile (con il passare del tempo le tabelle verranno aggiornate con nuovi dati): https://www.istat.it/it/archivio/240401

Tra le cose che si trovano in questo pagina ci sono:
==> Un sistema interattivo per graficare l’andamento cumulativo dei decessi: https://www.istat.it/it/archivio/241428

 

Una infografica che spiega come sono raccolti i dati dei decessi

 

 

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