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Puntare sulla scuola di prossimità per riportare “in vita” il sistema scolastico alla ripartenza di settembre. Riaprendo gli istituti delle periferie, delle aree interne e montane, creando una rete con le biblioteche, i teatri, le associazioni, stanziando fondi adeguati. La proposta dell’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti per una scuola che sia più attenta alle esigenze degli studenti. Clausola imprescindibile: riconoscere la centralità del ruolo degli insegnanti

L’epidemia di Covid-19 ha dimostrato la grande forza del nostro sistema scolastico, ma anche le sue inerenti debolezze. Ci siamo confrontati con questo nuovo fenomeno della didattica a distanza, sicuramente utile per mantenere un livello di contatto e di apprendimento in questi mesi difficili, ma per certi versi pieno di carenze e di inefficienze. Sia chiaro: questi problemi non li abbiamo affrontati soltanto noi in Italia, ma sono comuni a tutto il mondo. Qualche settimana fa parlavo con dei colleghi di governi scandinavi, dove le società sono molto più digitalizzate della nostra e quasi tutti hanno accesso alla banda larga. Eppure, anche in quei contesti, ci sono state molte difficoltà. Una recente analisi dimostra che la didattica a distanza raggiunge un risultato di apprendimento che è solo il 40% di quello della didattica in presenza.

Sono quindi sollevato dal fatto che il ministero dell’Istruzione abbia favorito la didattica in presenza per il rientro a settembre. Tanti aspetti, però, sono piuttosto preoccupanti. Come coordinare tutti gli alunni in presenza, in condizioni di sicurezza, nei grandi plessi scolastici da oltre mille studenti? Questi sono complicati da gestire in circostanze normali, figuriamoci in un contesto di pandemia globale. Abbiamo bisogno invece di una scuola distribuita sul territorio, una scuola di prossimità, fatta di tanti piccoli plessi scolastici. Tante piccole aule, magari collegate in rete tra di loro, perché la didattica a distanza può essere una grande risorsa se condotta in questa modalità integrativa.

Immagino piccoli nuclei di studenti, sotto la supervisione di un insegnante di sostegno, di un insegnante di potenziamento, di un educatore, che a rotazione si collegano alla lezione in classe. Questo è realizzabile attraverso un…

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