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Non si capisce perché il diritto di frequentare le scuole della Chiesa debba comportare oneri per lo Stato

L a proverbiale inesistenza del limite al peggio trova conferma quando le forze politiche votano sul finanziamento alle scuole private paritarie. Altri 150 milioni di euro lasciano infatti le casse pubbliche per approdare a quelle delle scuole non pubbliche. Il demerito questa volta va all’inedita alleanza Lega, Partito democratico e Italia viva.

Uno stanziamento straordinario di 150 milioni era già stato concesso dalla maggioranza di governo solamente un mese e mezzo fa, cedendo alle pressioni dei vescovi e della nutrita schiera di organizzazioni cattoliche che controllano il mondo delle scuole paritarie private. Le principali sigle sono Usmi, Cism, Agidae, Fidae, Fism e Cdo; corrispondono a istituti religiosi maschili e femminili (dove gli studenti sono separati per genere), a istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica, a federazioni di scuole cattoliche, a organismi istituiti e controllati dalla Cei dedicati alle scuole materne e, per finire, alle scuole della Compagnia delle opere di Comunione e liberazione.

Queste scuole private religiose finanziate dello Stato avevano messo in campo una…

 * Roberto Grendene è segretario nazionale Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

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