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C’è il rischio concreto che per una vaccinazione di massa in Europa non basti tutto il 2021. Ma una soluzione per prendere in mano le redini ci sarebbe: Bruxelles deve sospendere l’esclusiva sui brevetti e puntare alla realizzazione di un Servizio sanitario pubblico Ue

Da presidente del Consiglio Conte aveva minacciato azioni legali per i ritardi negli approvvigionamenti di vaccini. E il presidente Usa Biden ha annunciato che ricorrerà al Defense production act per mettere in sicurezza il piano di vaccinazione di massa che dovrà portare a 100 milioni di vaccinati in 100 giorni. Pensata ai tempi della guerra in Corea, questa legge speciale viene ora riconvertita per la guerra al virus. La norma conferisce al presidente ampi poteri per mobilitare risorse e mezzi di produzione di società private per rispondere ad esigenze di difesa nazionale. Significa che l’apparato produttivo e infrastrutturale statunitense ha come priorità la realizzazione, la distribuzione e la somministrazione dei vaccini.

E l’Unione europea? Le grane con le multinazionali con cui sono stati sottoscritti contratti, miliardari e segreti, sono tante e cominciano a pesare. A partire dai ritardi e dalle incertezze nella distribuzione. Ma anche dalle forzature che si teme possano essere operate sui mercati da questo o quello Stato per ottenere i vaccini prima e di più. Mentre si moltiplicano le varianti del virus che allarmano – e l’economia, e la vita delle persone, sono sempre più stremate – il fattore tempo è fondamentale. Come la trasparenza, la congruità e il controllo di ciò che si decide e si fa.

L’ultimo Consiglio europeo, che si è svolto da remoto nei giorni scorsi, si è…


L’articolo prosegue su Left del 29 gennaio – 4 febbraio 2021

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