Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, come ha rilevato l’economista Gianfranco Viesti, risultano investiti per il Sud 35 miliardi invece degli 82 annunciati. Il resto arriverà attraverso la partecipazione a bandi. Ma così la rinascita si allontana

Le politiche dei governi dell’ultimo ventennio hanno prodotto, anno dopo anno, frutti avvelenati, fra cui un aumento sempre maggiore della povertà assoluta della popolazione oggi arrivata al record di 5,6 milioni di cittadini, in larga maggioranza nel Mezzogiorno, la macroarea più povera di tutto il continente, con Sicilia e Campania da tempo ai primi due posti per rischio povertà della classifica Eurostat.

Sembra impossibile, eppure a pochi giorni dalla diffusione dei dati Istat è arrivata la proposta di Matteo Renzi di un referendum sul reddito di cittadinanza (Rdc). L’idea di ricorrere ad un referendum fa pensare che Renzi non intenda correggere il Rdc, magari migliorarlo, ma semplicemente cancellarlo, lasciando così le persone in difficoltà senza un sostegno e in balia del ricatto occupazionale da parte di chi ricerca manovalanza a basso costo e senza diritti.

Dopo le dichiarazioni di Renzi sono arrivate, a rinforzo, quelle di Carlo Calenda per il quale, a proposito della situazione di Roma, i percettori del Rdc andrebbero trasformati in spazzini. A questo punto non si capisce perché non chiedere, senza ledere la dignità di nessuno e per ripagare l’aiuto della collettività, a tutti gli imprenditori che hanno percepito sussidi per la loro attività, beneficiato di condoni, saldo e stralcio o supporto ai dipendenti con Cig, di andare anche loro a spazzare i marciapiedi!

In questa direzione classista va anche il recente sblocco dei licenziamenti preteso e ottenuto da Confindustria; sblocco che in questi giorni sta già producendo i suoi effetti disastrosi sull’occupazione con licenziamenti, alcuni addirittura via email, che hanno suscitato le rimostranze anche del ministro Giancarlo Giorgetti, che non ha trovato niente di meglio da dichiarare che «licenziare è inevitabile, ma non vogliamo il Far-West»; in estrema sintesi, licenziate pure ma fatelo con garbo…

A smentire questi tesi iperliberiste alcuni giorni dopo queste polemiche sono arrivati i dati del Rapporto Inps 2020 che, con la fredda logica dei numeri, ha confermato che senza sussidi, Rdc e senza il blocco dei licenziamenti, l’Italia sarebbe andata incontro ad una vera e propria catastrofe sociale, con la diseguaglianza, che già era altissima, che sarebbe addirittura raddoppiata.

A proposito di diseguaglianza è doveroso ricordare la situazione che sta vivendo il Mezzogiorno, che già prima della crisi Covid era in enorme difficoltà.
Leggendo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si è scoperto, grazie all’economista Gianfranco Viesti, che in realtà solo 35 miliardi, degli 82 miliardi annunciati dal governo, sono effettivamente allocati nel Mezzogiorno, mentre dei restanti 47 miliardi nel testo ufficiale inviato in Europa, controllando misura per misura, non c’è traccia. Di fronte alle polemiche sorte la ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha risposto dalle pagine del Mattino, che…


L’articolo prosegue su Left del 23-29 luglio 2021

Leggilo subito online o con la nostra App
SCARICA LA COPIA DIGITALE

SOMMARIO