Mantenere i docenti Covid per tutto l’anno scolastico e ridurre le classi sovraffollate servono a garantire una maggiore sicurezza nelle scuole. «Gli impegni del governo ci sono ma si deve passare ai fatti», dice il segretario Flc Cgil Francesco Sinopoli

«Siamo in un passaggio chiave per la scuola. E il governo deve passare dalle parole ai fatti». Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil sintetizza così questi giorni che ci separano dall’apertura delle scuole – dal 13 settembre con calendari diversi a seconda delle regioni. Ricapitoliamo. Due sono stati ad agosto i provvedimenti decisi per l’inizio del terzo anno scolastico segnato dalla pandemia: il decreto legge 111 del 6 agosto che ha stabilito il Green pass obbligatorio per il personale scolastico e il protocollo sicurezza Covid sottoscritto dai sindacati il 14 agosto. Sinopoli quando richiama il governo a realizzare quanto promesso si riferisce a quegli interventi messi nero su bianco nel protocollo Covid. «Fin da quando è iniziato questo tardivo confronto sull’anno scolastico noi abbiamo sempre detto che era indispensabile intervenire con tutte le risorse necessarie per consentire la scuola in presenza e per determinare fin da settembre le condizioni migliori, con classi più adeguate e con un organico di docenti funzionale alle esigenze pedagogiche e didattiche», premette il segretario Flc Cgil che sottolinea come la discussione abbia portato «ad un esito positivo sulla carta».

«Adesso bisogna capire se questi interventi ci saranno veramente. La questione dell’organico aggiuntivo che quest’anno era stata affrontata in modo limitato dal governo con risorse inferiori a quelle del 2020 e solo per i collaboratori scolastici, per noi doveva essere recuperato attraverso l’intervento sulle classi sovraffollate», spiega. Sulle supplenze aggiuntive del cosiddetto organico Covid, finanziate solo fino al 30 dicembre 2021 dal decreto Sostegno bis, nel protocollo il ministero si impegna «ad assicurare l’erogazione dell’offerta formativa in presenza nell’intero anno scolastico 2021-2022». Un altro impegno riguarda «un piano sperimentale di intervento sulle istituzioni scolastiche che presentino classi particolarmente numerose» con più risorse per aumentare il numero dei docenti e del personale Ata. «Bisogna intervenire adesso – dice Sinopoli -, non si può scrivere un testo senza poi applicarlo. Gli impegni ci sono ma non sono stati ancora realizzati. Questi interventi servono per consentire di realizzare il distanziamento dove serve e non fermarsi solo al vaccino, perché il vaccino è fondamentale ma non è l’unico strumento per affrontare la pandemia».

Il problema è, ancora una volta, quello delle…


L’articolo prosegue su Left del 10-16 settembre 2021

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