«L’aumento del Pil come priorità dell’azione di governo è in contrasto con il mettere come priorità la lotta al climate change» afferma il Nobel per la fisica

«L’umanità deve fare delle scelte essenziali, deve contrastare con forza il cambiamento climatico. Sono decenni che la scienza ci ha avvertito che i comportamenti umani stavano mettendo le basi per un aumento vertiginoso della temperatura del nostro pianeta. Sfortunatamente le azioni intraprese dai governi non sono state all’altezza di questa sfida e i risultati finora sono stati estremamente modesti». È questo un brano significativo dell’intervento del premio Nobel per la fisica e vice presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, avvenuto l’8 ottobre alla Camera dei deputati durante la riunione di preparazione in vista della Cop26. A tal proposito abbiamo rivolto a Parisi alcune domande. Professore, alla Camera lei ha detto che l’aumento del Pil è in contrasto con lotta al riscaldamento globale, è per questo che l’azione dei governi per combattere i cambiamenti climatici “non è stata finora all’altezza della sfida”?

E quale può essere secondo lei un punto di svolta? «Alcuni giornali hanno riportato la mia affermazione in questo modo, forse per esigenze di sintesi. In realtà io ho detto che mettere l’incremento del Pil come prima priorità dell’azione di governo è in contrasto con il mettere come prima priorità la lotta al cambiamento climatico. Occorrono quindi dei correttivi perché bisogna tener conto che ci sono tante cose importanti, diversi parametri che non sono dentro il Pil e hanno a che fare con la qualità della vita delle persone e la tutela dell’ambiente. Tantissimi premi Nobel, tra cui Joseph Stiglitz – prosegue Parisi -, sostengono che il Pil non è…


L’articolo prosegue su Left del 29 ottobre 2021

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