L’incremento di chiamate al 1522, il numero di emergenza per le segnalazioni di violenze e stalking segna un +79,5% rispetto allo scorso anno. I femminicidi sono l'ultimo stadio di qualcosa che viene coltivato tutti i giorni

Caro fallocrate,

come ti senti oggi che è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e tu sei convinto che la cosa non ti tocchi, al massimo un post veloce su Facebook con la manfrina delle donne che non si toccano nemmeno con un fiore o altri gesti facili, veloci, deresponsabilizzanti.

Chissà, caro fallocrate, se poi te ne vai gonfio, tronfio e grondante di gel in ufficio sentendoti un maschio vero mentre rilasci complimenti unti sull’abbigliamento delle tue collaboratrici, mentre ti informi se hanno un fidanzato o meno, mentre inviti insistentemente per un caffè che con quel lavoro non c’entra niente o mentre fai sapere che quelle dovrebbero essere onorate dalla tua attenzione, mica lamentarsi, soprattutto quando tua moglie è in vacanza e non riesci a trattenere l’irresistibile fremito di solitudine del tuo muscolo involontario. Perché sono sicuro caro fallocrate che anche tu sarai uno di quelli che rimane sorpreso che quasi il 70% delle lavoratrici dichiara di aver subito almeno una molestia, quasi 3 lavoratrici su 10 di aver ricevuto domande sulla propria volontà di sposarsi e/o fare figli a un colloquio di lavoro, che  domande insistenti e invadenti sulle proprie relazioni personali le ha ricevute 1 donna su 4, che battute o offese legate al proprio genere, fatte sul lavoro a 2 donne su 10. Lo dicono i dati della ricerca “La cultura della violenza. Curare le radici della violenza maschile contro le donne“, realizzata da WeWorld con Ipsos proprio per la giornata di oggi. Una di quelle ricerche che nelle aziende bisogna fingere di avere letto e magari aggiungerci un po’ di contrizione. Perché sono sicuro, caro fallocrate, che tu sei convinto che quel 70% di donne che hanno subito molestie sul luogo di lavoro ti stupisca, tu e i tuoi colleghi tutti invece così bravi. Come ci si sente a giustificare un mondo pieno di donne molestate e mai nessun molestatore?

Caro fallocrate, all’interno di una relazione sentimentale/familiare il 22% delle donne dichiara di aver ricevuto uno schiaffo/spinta e il 20% una minaccia o un insulto, mentre il 18% ha subito un controllo del proprio telefono o computer e il 17% delle proprie frequentazioni. Nel complesso, all’interno di una relazione, sono 4 su 10 le donne che raccontano di aver subito almeno una molestia o un controllo. Sono certo, caro fallocrate, che non ci sia niente di più facile per te di pensare che tu non c’entri, che il tuo sia amore, forse ami troppo, forse il problema è solo quello.

Caro fallocrate, immagino che ti sia comodo pensare che la violenza sulle donne sia un’emergenza, mica il meccanismo di prevaricazione maschile volto a mantenere (anche inconsapevolmente) quell’asimmetria sociale che si è storicamente radicata. E in fondo non sei solo visto che poco più del 20% degli italiani ritiene che spesso la violenza sia frutto di un raptus momentaneo dell’uomo e il 15% ritiene che spesso sia frutto del fatto che le donne a volte sono esasperanti. Quota simile per quanto riguarda il considerare la violenza come prodotto del troppo amore degli uomini nei confronti di una donna, o dell’abbigliamento della donna considerato troppo provocante. Poco più del 10% ritiene che il tradimento possa giustificare la violenza.

Caro fallocrate, l’incremento di chiamate al 1522, il numero di emergenza per le segnalazioni di violenze e stalking  segna un +79,5% rispetto allo scorso anno, secondo l’Istat. I femminicidi per cui inorridisci sono solo l’ultimo stadio di qualcosa che coltivi tutti i giorni. Facciamo così, per oggi niente smancerie barzotte di solidarietà alle donne. Per oggi pensati, ripensati, fai di meglio. Sarà meglio per tutti.

Buon giovedì.

Nella foto: Manifestazione di Non una di meno, Milano, 25 novembre 2020

 

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