L’autocrazia di Pechino è finita sotto lo sguardo critico di Badiucao, artista e attivista cinese che vive in Australia. Dalle performance sui fatti di Tiananmen ai Diari di Wuhan la sua opera si può conoscere adesso a Brescia grazie alla mostra “La Cina (non) è vicina”

Una Carrie Lam con i tratti di Xi Jinping ha preso posto al Museo di Santa Giulia a Brescia facendo scalpore e generando scompiglio: Badiucao è giunto in Italia. Della mostra La Cina (non) è vicina (visitabile fino al 13 febbraio) se ne è parlato molto lo scorso novembre in seguito alla richiesta dell’ambasciata cinese di sospendere l’esposizione dell’artista dissidente. Ma chi è Badiucao? Un giovane artista cinese, naturalizzato australiano, che attraverso immagini pop, installazioni e performance affronta i temi più delicati della Cina contemporanea. Spesso citato con l’appellativo, forse un po’ riduttivo, di “Banksy cinese” realizza opere di grande impatto visivo, spesso irriverenti e che per i temi trattati non godono della simpatia di Pechino. Badiucao, infatti, parla di politica e lo fa a viso aperto facendo arrivare lontano la sua voce che si diffonde dall’Australia, dove ora vive senza avere limiti imposti alla sua creatività. Prima del 2019, anno in cui ha svelato la propria identità, agiva celandosi dietro a delle maschere, presenti in mostra. La curatrice Elettra Stamboulis, nel catalogo edito da Skira che accompagna il progetto, parla di artivismo: arte e attivismo sono infatti i due paradigmi dell’artista che ci dà anche un assaggio del suo privato grazie all’installazione Meng (sogno, 2016), un letto di matite appuntite che rievoca i sonni poco tranquilli dell’artista da quando porta avanti il suo lavoro.

Il punto di partenza della sua attività fu frutto del caso, un film scaricato per errore che gli fece conoscere gli eventi di piazza Tiananmen del 1989, cambiando per sempre la sua vita e la sua visione delle cose. Proprio “Tank Man”, “il rivoltoso sconosciuto” che sfida i carri armati, diventa per Badiucao un modello, una fonte d’ispirazione. A lui ha dedicato molte performance in tutto il mondo, realizzate proprio nel giorno in cui si ricordano i fatti di Tiananmen e di cui..


L’articolo prosegue su Left del 7-13 gennaio 2022

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