L'anno nuovo si apre all'insegna del colore di Mirò, ed è punteggiato di importanti appuntamenti con l'arte in Italia e all'estero. Scopriamoli insieme

La grande mostra Van Gogh poets and lovers a Londra per il Bicentenario della National Gallery, le tante iniziative per i 150 anni dell’impressionismo a Parigi e in Italia, con omaggi anche ai pittori più originali che ispirarono o presero l’abbrivio dal movimento per seguire strade originali (da Cézanne a Lautrec). Ma soprattutto le due mostre a Milano che approfondiscono i rapporti di Picasso con l’arte negra e con il tema della migrazione e dello straniero promettono un anno ricco di belle occasioni di approfondimento. Ecco una breve guida per un 2024 nel segno dell’arte:

Picasso, lo straniero, e l’arte negra a Milano
L’arte del Novecento è protagonista assoluta nella programmazione delle grandi mostre in Italia del 2024. Con artisti amatissimi come Picasso al quale il Mudec di Milano dedica la mostra Picasso, La metamorfosi della figura dal 22 febbraio, prodotta da 24Ore Cultura, concentrandosi sull’importanza che nel suo immaginario ebbe l’«Arte negra» con prestiti dalla collezione Pigozzi (Ginevra), la più importante collezione privata di arte africana contemporanea in Europa. Il percorso espositivo mette al centro il dialogo tra Picasso e le fonti culturali che lo influenzano sin dagli inizi della sua carriera con ampio spazio dedicato agli studi per Les Demoiselles d’Avignon. La mostra termina con una sezione dedicata all’eredità di Picasso attraverso un focus sugli artisti africani che oggi si ispirano alle opere del grande pittore del Novecento.  Poi, dal 22 settembre  apre l’importante retrospettiva dedicata a Picasso in Palazzo Reale a Milano e realizzata in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi  e con  il museo nazionale di storia dell’immigrazione. Con oltre ottanta opere tra dipinti, sculture, ceramiche, disegni, collage, stampe, fotografie, video e documenti, Picasso, lo straniero “vuole indagare ed approfondire tematiche sociali molto care al pittore come l’accoglienza, l’immigrazione e le relazioni personali, vissute in prima persona”. Come ci ricorda il catalogo edito da Marsilio lo stesso Picasso, nato a Malaga nel 1881 ma cresciuto artisticamente a Parigi, città nella quale di stabilì a partire dal 1904, non ottenne mai la cittadinanza francese, ma solo quella onoraria nel 1948. “Anche a causa della propria difficoltà linguistica, verrà considerato per tutta la vita come uno straniero e sospettato di essere anarchico, venne rifiutato dall’accademia di Belle Arti per la sua arte troppo avanguardistica e trasgressiva”. Come è noto, nonostante la precarietà iniziale , Picasso seppe costruirsi una rete di relazioni importanti con collezionisti, collaboratori e acquirenti di tutta l’Europa che lo aiutarono a costruirsi una fama internazionale. A fronte di questo successo, tuttavia, Picasso non perse mai il rapporto con la condizione di straniero che fu sempre fonte di ispirazione per la sua arte.

Picasso, Dora Maar ,fotografa di origini croate

Mirò a Catania
L’anno nuovo dell’arte si apre all’insegna del colore di Mirò a Catania con una mostra antologica. Curata dal critico d’arte Achille Bonito Oliva,  Miró La gioia del colore, che si apre il 20 gennaio a Catania, propone un percorso antologico nel mondo creativo di uno dei protagonisti dell’arte del Novecento. La selezione di opere mette in risalto l’aspetto ludico, giocoso dell’artista catalano che si esprime in forme colorate, in continua trasformazione. Fra le novità della retrospettiva nel Palazzo della Cultura della città siciliana la sezione dedicata alla collaborazione con la famosa rivista Derrière le Miroir, edita dalla galleria Maeght, per la quale Joan Mirò (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983) realizzò opere originalissime di grafica. Proprio attorno a questa sezione si irradia la mostra con circa 80 opere tra dipinti, tempere, acquerelli, disegni, sculture e ceramiche, libri e fotografie a documentare tutto il suo percorso creativo.

Mirò, litografia, 1972

Van Gogh a Londra e a Trieste
Al Museo Revoltella a Triste dal 22 febbraio approda una selezione di straordinarie opere di Vincent Van Gogh, che fanno parte del Kröller Müller Museum di Otterlo nei Paesi Bassi. Già presentata a Roma ( ecco la recensione), l’esposizione presenta opere poco viste del genio olandese, che conobbe e frequentò per un periodo il movimento degli impressionisti a Parigi (di cui quest’anno si celebrano i 150 anni) ma seguendo un proprio percorso originalissimo e profondo che poco aveva a che vedere con la loro visione nitidamente razionalista. Detto questo, la mostra dell’anno su Van Gogh si tiene a Londra: Il 2024 è anche l’anno del bicentenario della National Gallery, e il grande museo pubblico londinese festeggia i 100 anni da quando furono acquistati i quadri di Van Gogh La sedia di Vincent e Girasoli, con una grande esposizione di opere di Van Gogh (la più ampia dal 2010), dal titolo evocativo Van Gogh, poets and lovers che aprirà il 14 settembre. La mostra, che comprenderà anche quadri del periodo nel sud della Francia promette alcuni inediti. Parola del direttore della National Gallery Gabriele Finaldi.

Van Gogh, autoritratto, 1887,

I 150 anni della nascita dell’impressionismo a Parigi e a Milano
Come accennavamo nel 2024 si festeggiano i 150 anni della nascita dell’impressionismo, prendendo come data di riferimento il 15 aprile 1874, quando fu inaugurata la prima mostra del gruppo. E sono moltissime le mostre in Italia e in Francia che propongono riletture di quella rivoluzione visiva e della luce. In Palazzo Reale a Milano fra marzo e maggio si terrà una mostra incentrata sul “dialogo” fra le opere di un artista originale e solitario come Paul Cézanne e quelle dell’impressionista Pierre-Auguste Renoir.
Il 26 marzo al Musée d’Orsay di Parigi si apre Paris 1874. Inventer l’impressionnisme, con 130 opere di Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley ed anche di Cézanne definite ‘impressioni’ da un critico del tempo, cercando di rileggere quella mostra leggendaria del 1874, illuminando la varietà espressiva e la modernità di quei giovani artisti che dettero vita a un movimento artistico reagendo alla crisi e alla guerra. In quella koiné culturale parigina operava anche un artista sensibile e dalla vita non facile come Henri Toulouse-Lautrec, a Palazzo Roverella dal 23 febbraio Rovigo gli rende omaggio con un percorso che accoglie una sessantina di sue opere insieme ad altre duecento che testimoniano la vivacità della scena artistica parigina, superando il riduttivo concetto di Belle Époque.

Toulouse-Lautrec, femme_renversée_sur_un_divan, 1882

Brancusi a Parigi
Il Centre Pompidou dedica dal 27 marzo una retrospettiva alle affascianti creazioni scultoree, classiche e insieme modernissime, di Constantin Brâncuși, considerato il padre della scultura moderna, a tanti anni dall’ultima importante retrospettiva del 1995.  La mostra anticipa il trasferimento dello Studio Brancusi nel rinnovato Centro Pompidou che aprirà nel 2025 e presenta quasi 200 sculture, fotografie, disegni e filmati dell’artista. In primo piano, il dialogo inedito tra i calchi dello studio dell’artista e le opere originali in pietra o bronzo, provenienti da musei e collezioni internazionali.

Kandinsky e il blue rider a Londra
La Tate Gallery di Londra dal 25 aprile racconta la storia degli artisti del gruppo Blue Rider attivi dal 1911 al 1914 a Monaco di Baviera. Fu il primo nucleo dell’espressionismo tedesco, e si radunò intono a Wassily Kandinsky e Gabriele Münter, creando un linguaggio audace e vibrante, attraverso la sperimentazione del colore, del suono e della luce. La mostra presenta oltre 130 opere, tra sculture, fotografie, performance e suoni. Da Franz Marc con il suo speciale interesse per il colore ad Alexander Sacharoff, dando fintamente risalto alle artiste, come Gabriele Münter con le sue fotografie sperimentali e Marianne Werefkin con i suoi dipinti.

Gabriele Münter Portrait of Marianne Werefkin 1909 Stadtische Galerie im Lenbachhaus (Munich, Germany) © DACS 2023

Il centenario di Carla Accardi e Enrico Baj. E tutto Munari
Il Palaexpo di Roma, per il centenario della nascita di Carla Accardi (1924-2014), dal 6 marzo una importante retrospettiva rende un doveroso e importante omaggio a questa grande artista che è stata protagonista della stagione dell’avanguardia in Italia e dal 1947 ha contribuito all’affermazione dell’astrattismo in Italia. Il percorso espositivo si snoderà nelle grandi sale del piano nobile di Palazzo Esposizioni Roma con circa cento opere – provenienti da collezione pubbliche e private, italiane e straniere – che permettono di ricostruire dell’intera biografia artistica dell’autrice. Ma il 2024 è anche il centenario della nascita di Enrico Baj (1924-2003) e Electa lo ricorda con una retrospettiva in Palazzo Reale a Milano. Un invito a riscoprire l’artista delle Dame e dei Generali, dei Meccano e degli Ultracorpi, talento irriverente, anarchico scanzonato, artista patafisico, raccontato qui anche attraverso le parole dei grandi scrittori del Novecento che intrecciarono la loro parole con le sue immagini liriche e caustiche insieme. Da Raymond Queneau, a Italo Calvino e Edoardo Sanguineti.
Con la mostra Bruno Munari, tutto fra design, arte e innovazione, Munari è festeggiato alla Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo dal 16 marzo con la mostra Bruno Munari. Tutto. 

Carla Accardi, Grande dittico, 1986, vinilico su tela grezza, cm 220 x 320, Collezione privata, Vicenza | © Carla Accardi by SIAE 2023

Arte povera a Parigi
Dal 9 ottobre la Bourse de Commerce di Parigi rende omaggio all’Arte Povera, ricostruendo la storia del movimento italiano animato da Merz Paolini Kounellis, Penone e tanti altri. Ne ripercorre gli inizi italiani e ne ricostruisce l’influenza che ebbe in ambito internazionale. Curata da Carolyn Christov-Bakargiev, presenta un corpo di opere di Arte Povera – termine coniato nel 1967 dal critico d’arte Germano Celant – della collezione Pinault e del Castello di Rivoli. In mostra opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario et Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini et Gilberto Zorio.

Claudio-Abate-Mostra-Senza-Titolo-di-Jannis-Kounellis-Galleria-LAttico-Roma-1969-Courtesy-Archivio-Claudio-Abate

La biennale d’arte di Venezia fa 60
Il 20 aprile debutta la Biennale Arte 2024, presieduta da Roberto Cicutto e curata da Adriano Pedrosa. Titolo di questa sessantesima edizione Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere. “L’espressione Stranieri Ovunque ha (almeno) un duplice significato. Nel corso della Biennale artisti che sono essi stessi stranieri, immigrati, espatriati, diasporico. Speriamo di accoglierli tutti a Venezia nel 2024”, anticipa lo stesso Pedrosa.

Immagine guida della Biennale d’arte di Venezia 2024

Anselm Kiefer a Firenze
Tra i più celebrati artisti della scena internazionale, Anselm Kiefer a Palazzo Strozzi dal 22 marzo con una retrospettiva. In mostra a Firenze lavori monumentali e di grande impatto: pittura, sculture e installazioni. L’artista tedesco esplora i temi della memoria, della narrazione mitologica, della guerra e dell’esistenza. Con il titolo Angeli Caduti e curata dal direttore della Fondazione Strozzi Arturo Galansino, raccoglie opere storiche e nuove produzioni, che intrecciano arte figurativa e astrazione, natura e artificialità, creazione e distruzione.

Anselm Kiefer davanti a una sua opera, Fondazione Strozzi

Dall’Appia antica al Rinascimento
In un progetto Electa l’Appia antica viene letta anche nella sua chiave moderna. La mostra sarà inaugurata a maggio, ripercorre l’antichità romana ma anche la storia dell’Appia antica nel Novecento fino all’attualità, anche attraverso i fumetti di Zerocalcare. A Roma, dal 10 settembre, Electa mostre propone anche di rileggere il mito di Penelope in chiave inedita nel Parco archeologico del Colosseo, alla luce delle rielaborazioni di scrittrici e poetesse come Ann Carson, Margaret Atwood e il premio Nobel Louise Gluck.  Focus su un artista protagonista del medioevo e poco noto al grande pubblico dal 9 marzo alla Galleria nazionale dell’Umbria, con una retrospettiva sul cosiddetto maestro di Francesco d’Assisi con 60 opere provenienti da musei non solo italiani. E poi un interessante sguardo al Rinascimento attraverso le opere grafiche: dal 2 marzo al museo civico di Bassano del Grappa Rinascimento in bianco e nero. L’arte della stampa a Venezia (1494–1615) con opere grafiche di artisti e intellettuali che rivoluzionario il modo stesso di guardare alla realtà: Andrea Mantegna, Jacopo de’ Barbari, Aldo Manuzio e Francesco Colonna, Albrecht Dürer, Marcantonio Raimondi, Hans Burgkmair il Vecchio, lo Schiavone, Lorenzo Lotto e il Pordenone. Da appuntarsi, intanto, la notizia che nel 2025 la National Gallery di Londra presenterà una importante mostra dedicata all’arte a Siena nel Trecento, con al centro opere di Duccio di Buoninsegna, Pietro Lorenzetti e Simone Martini.

Cornelis-Cort-da-Tiziano-_Maddalena-penitente_Bassano-del-Grappa-Museo-Civico

 

L’ultimo Michelangelo a Londra
Sempre a Londra dal 2 maggio il British Museum accoglie la mostra incentrata sull‘ultimo  Michelangelo, ripercorrendo in modo inedito gli ultimi trent’anni della sua vita. È il 1534 quando il grande artista lascia la sua città natale Firenze, che non rivedrà mai più, per trasferirsi a Roma. Inizia per lui un nuovo capitolo drammatico che influenzerà in modo radicale la sua vita e la sua pratica artistica. Nel progetto espositivo, saranno esposti i disegni preparatori per il monumentale affresco del Giudizio Universale e il cartone dell’Epifania insieme agli studi per i grandi progetti architettonici di Michelangelo. Lettere personali, poesie e disegni raccontano le relazioni e le sue esperienze della vecchiaia.

Michelangelo, studio, 1540

Storia antifascista. Il centenario dell’uccisione di Matteotti
10 giugno 1924, Giacomo Matteotti, giovane deputato socialista veniva brutalmente assassinato da 5 squadristi fascisti. Ad essere colpito a morte fu il più coraggioso oppositore del regime fascista, l’uomo che aveva avuto il coraggio e la dirittura morale di condannare i brogli elettorali messi in atto dalla dittatura e la corruzione presente nel Governo presieduto da Benito Mussolini.
Nel centenario di quell’omicidio politico il Polesine, terra natale di Matteotti, ne ricorda la figura rinnovando la Casa Museo di Matteotti a Fratta Polesine e con una mostra, dal 6 aprile, in Palazzo Roncale, a Rovigo curata da Stefano Caretti, docente di Storia contemporanea all’Università di Siena. Rivolta soprattutto ai giovani l’esposizione racconta il profilo umano di Giacomo Matteotti, gli studi, la militanza politica, la guerra e il difficile dopoguerra, le battaglie parlamentari, lo scontro frontale con il fascismo. In contemporanea si svolge una grande mostra al Museo di Roma. Attraverso preziosi documenti e materiali d’archivio il percorso espositivo ne ripercorre la formazione, l’affermazione e il cammino politico. La mostra è curata di Mauro Canali, storico fra i maggiori conoscitori della figura del politico scomparso.

 

In apertura: Picasso, Donne di Algeri Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=46677620

Le altre foto dell’articolo sono pubblicate per gentile concessione degli uffici stampa delle rispettive mostre