Il governo ha inventato un nuovo modello economico: uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari delle settimane scorse

Tre settimane di crisi, quattro giorni prima del referendum: il consiglio dei ministri si riunisce alle sette di sera. Fino a mercoledì mattina l’ipotesi più probabile era il rinvio a dopo il voto. Poi, nel pomeriggio, la decisione improvvisa: annuncio al Tg1, Mattarella che firma il decreto da Salamanca. Urgenza selettiva, con tempistica chirurgica.

Solo che l’urgenza aveva già tre settimane di età. La guerra in Iran aveva fatto salire i prezzi alla pompa da subito. Il governo aveva chiesto tempo, valutato, rimandato. La scorsa settimana in Parlamento Meloni aveva invocato cautela, dicendo di voler valutare bene come calibrare l’intervento. Poi arriva il 18 marzo e la calibrazione è pronta in trenta minuti di consiglio dei ministri.

Il decreto prevede 25 centesimi al litro su benzina e diesel per venti giorni, crediti d’imposta per autotrasportatori e pescherecci, più poteri al Garante dei prezzi, multe ai petrolieri. Circa 500 milioni di euro. Tutto temporaneo, tutto urgentissimo.

Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, ha centrato il meccanismo: «Il governo ha inventato un nuovo modello economico: uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari delle settimane scorse».

Matteo Salvini, da canto suo, ha aggiunto che se i petrolieri «diranno di no a tutto», l’extrema ratio sarà tassare gli extraprofitti. Tradotto: il governo sapeva, poteva agire prima, ha aspettato. E ora brandisce la tassa come carta futura, non come errore da ammettere.

Sostanzialmente, questo decreto è la firma del governo sulla propria incapacità di gestire una crisi senza un tornaconto immediato. Non perché tagliare le accise sia sbagliato in sé, ma perché farlo adesso, così, con questo tempismo, rivela la funzione reale del provvedimento.

Vorrebbe sembrare una risposta alla crisi ma è una banale risposta al sondaggio.

Buon giovedì.