Il passaggio storico è compiuto: la segregazione dei migranti sta diventando l’anticamera del totalitarismo. I cittadini stranieri, per primi, sono stati maggiormente colpiti da un’opaca proliferazione normativa finalizzata a creare uno status giuridico differenziato, che ha condotto milioni di persone in una condizione di vulnerabilità giuridica. E ora dall’ultra ventennale laboratorio anti-migranti, si sta passando a una contrazione dei diritti fondamentali come esperimento di una più generalizzata sovversione dei valori fondanti di una società civile. A livello globale, gli esempi sono eclatanti. Dagli Stati Uniti dell’Ice, la polizia federale anti-immigrati, alla Grecia che sta smantellando il diritto di asilo, passando per l’Italia dove è in atto una brutale mutazione del diritto dell’immigrazione. A metterlo in luce è l’Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione. Per ricostruire come siamo arrivati a questo punto, Left ha intervistato l’avvocato Salvatore Fachile, socio Asgi e uno dei promotori di un appello alla resistenza della società civile, tutta, lanciato a Roma in un convegno dal titolo “Arena di Confronto: il confinamento globale dei migranti come anticamera del totalitarismo”.
Avvocato Fachile, ritiene che il diritto sia stato strumentalizzato per creare speciali condizioni giuridiche per i cittadini stranieri caratterizzate da esclusione, confinamento, subalternità e privazione dei diritti di base?
Sì. Dagli anni ottanta, l’Italia, ma in realtà tutti gli Stati europei, ha previsto una disciplina specifica per i cittadini stranieri con un diritto speciale che segue logiche giuridiche diverse da quelle a cui siamo normalmente abituati. Un esempio riguarda i diritti di difesa: quando ci si confronta con la pubblica amministrazione si ha la possibilità di rivolgersi a un’autorità giudiziaria ma questo non avviene nel diritto di immigrazione (al contrario del diritto di asilo). Quando le forze di polizia decidono di revocare un permesso di soggiorno a un cittadino straniero presente sul territorio italiano, la persona può essere immediatamente deportata o reclusa. Si può rivolgere al giudice, ma questa azione non ha un effetto
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