Arrestato per un controllo stradale e poi deportato in Sierra Leone, pur essendo dominicano. Il caso di Saren solleva interrogativi su errori, corruzione e arbitri del sistema migratorio statunitense
Adesso abbiamo la tecnologia e posso parlare con la mia famiglia, quando voglio, ma non sono lì con loro». Saren è seduto nel piccolo bar dell’ostello statale, nel centro di Freetown, in Sierra Leone. Mi dice in videochiamata che ci sono 32 gradi, e non c’è aria condizionata; alle sue spalle un vecchio ventilatore, attaccato…




