Mentre scrivo non c’è una cifra considerata credibile dei morti e dei feriti che Israele ha provocato in Libano. Qualcuno dice che i feriti sarebbero almeno settecento, altri scrivono che sarebbero almeno trecento i morti mentre altri ancora sono sepolti sotto le macerie delle loro case da cui non sono riusciti a fuggire. Una notizia certa e verificata è che gli ospedali libanesi hanno terminato il sangue. Un Paese dissanguato mentre il funesto Donald Trump ballava per una tregua di carta che già gocciola sangue, appunto.
Attaccando obiettivi civili con la furia sterminatrice che abbiamo già visto a Gaza ancora oggi Israele dimostra, per l’ennesima volta**, di essere** uno Stato canaglia con un’irrefrenabile indole assassina. Netanyahu e il suo clan sono la perfetta incarnazione del terrorismo che mortificano addossandolo agli altri. Oggi Israele è la negazione del diritto internazionale, della libertà, del rispetto delle vite umane: è il nemico numero uno dell’Occidente.
La coalizione che si presenterà alle prossime elezioni per rappresentare l’elettorato del centrosinistra non può esimersi da una scelta netta. Qui non è questione di imbarcare o meno il leaderino narciso di qualche partituncolo in perenne decadenza. Scegliere inequivocabilmente di costruire una coalizione senza fiancheggiatori di questo Stato di Israele è il primo punto per provare ad essere credibili. Chiunque appoggi, anche di sponda, il governo israeliano ha le mani (e spesso la bocca) sporche di sangue.
Buon giovedì.




