Nessuna informativa. Solo un comiziaccio da campagna elettorale in vista del 2027 con il suo sempiterno ingrediente preferito: il vittimismo rabbioso

Giorgia Meloni si è presentata in Parlamento e questa, per la democrazia, è già una buona notizia. Dopo mesi di selfie adolescenziali sui social, di concetti più simili a cori da stadio e di video patinati con fotografia da telenovela turca la presidente del Consiglio s’è fatta materia. Bene così. Avrebbe potuto stupirci concedendosi perfino a un nugolo di giornalisti ma troppo confronto democratico tutto insieme avrebbe potuto congestionarla.

Meloni del resto è stata costretta a presentarsi in Parlamento perché lì fuori, oltre ai meme dei giovani d’Atreju e alle isterie dei giornali d’area, è accaduto qualcosa: un referendum rovinosamente perso dopo averlo rovinosamente politicizzato, un sottosegretario alla Giustizia socio della figlia di un mafioso a sua insaputa, una ministra del Turismo inelegantemente buttata nella plastica per mimare un po’ di rinnovamento, il padrone americano che esporta psicopatia a suon di bombe, l’amico genocida israeliano che non riesce a smettere di genocidiare e di colpire anche convogli italiani, un popolo (gli amati italiani) che già povero s’impoverisce al cubo per fare il pieno per andare al lavoro (povero), i sondaggi come coltelli, l’amico Orbàn che si bacia con Putin per brogliare le elezioni, la crisi che annuncia di stringere ancora più il cappio. Troppo difficile fare finta di nulla.

C’è solo un piccolo problema: Meloni di tutto questo non ha parlato. Si è presentata con l’orologio politico piantato sul 2023 e ha ripiegato su un comiziaccio da campagna elettorale in vista del 2027 con il suo sempiterno ingrediente preferito: il vittimismo rabbioso. Non era un’informativa, era solo una deludente, fugace epifania.

Buon venerdì.

Foto Gov

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.