La coppia Trump-Netanyahu si batte col conflitto politico e soprattutto sociale

Lunedì sera Donald Trump ha telefonato a Benjamin Netanyahu per fermargli la mano su Beirut. Lo racconta Axios, citando tre funzionari: il presidente americano avrebbe dato del pazzo al premier israeliano, gli avrebbe rinfacciato di averlo tenuto fuori dal carcere durante il processo per corruzione, gli avrebbe detto che ormai “tutti odiano Israele per questo”. Sette ore prima Netanyahu aveva ordinato di colpire Dahiyeh. Il raid non c’è stato.

Conviene leggerla lentamente, quella frase: tutti odiano Israele. Il problema, per Trump, è l’odio, non i morti. È la faccia. Israele isolata, l’America che ci rimette, l’intesa con l’Iran che lui promette “entro la settimana” e che un’escalation in Libano farebbe saltare. Dei civili libanesi schiacciati sotto i palazzi per ammazzare un comandante di Hezbollah se ne discute semplicemente come di un costo d’immagine.

E vale per tutti. Yair Lapid, ex primo ministro israeliano e oggi capo dell’opposizione, commenta la telefonata con una parola sola, “protettorato”: a indignarlo è un’Israele ridotta a Stato vassallo di Washington, che si fa dire al telefono cosa può e cosa non può bombardare. Dei civili libanesi uccisi, invece, non spende una sillaba. Mark Levin, alleato di Trump, si indigna per la fuga di notizie perché fa sembrare gli Stati Uniti “deboli e disperati”. Del resto è tutto qui: credibilità, prestigio. Il diritto internazionale non entra nella stanza. I cadaveri nemmeno.

E allora forse proprio qui dovrebbe entrare il giornalismo, e non per fare da stenografo della lite fra due ego: il mestiere sarebbe un altro, rimettere al centro i fatti e i diritti, inchiodare i potenti a quello che fanno e non a come appaiono. La coppia Trump-Netanyahu si batte col conflitto politico e soprattutto sociale. I politici sono troppo succubi per provarci. Quindi a chi tocca?

Buon mercoledì.

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.