Francesco Cancellato su Fanpage mette nero su bianco una cosa giusta: chi a sinistra festeggia perché Roberto Vannacci ruba voti a Giorgia Meloni non ha capito cosa arriva dopo. Il precedente è il Regno Unito del 2024. I Laburisti presero un voto su tre, il 33 per cento, e vinsero lo stesso, perché la destra si era spaccata tra conservatori e Reform Uk. La legge elettorale fece il resto. Ma il baricentro del Paese, intanto, si era già spostato.
Qui da noi funziona uguale. Oggi Futuro Nazionale, dato al 5-6 per cento, toglie consensi a Fratelli d’Italia e alla Lega. Intanto, però, trascina a destra l’intera maggioranza e detta i termini della prossima campagna. E no, non è una buona notizia.
Alla sua costituente del 13 e 14 giugno si è sentito di tutto: i saluti ai «camerati», Sergio Ramelli, «Dio patria famiglia», la remigrazione presa in prestito da CasaPound. La tentazione per i partiti di maggioranza è di inseguirlo lì, sul terreno della nostalgia fascista. Peccato che sia il terreno dove vince lui.
E c’è la seconda trappola, questa volta per l’opposizione: gridare (giustamente) solo all’incostituzionalità delle sue proposte e del suo stesso partito gli regala la polarizzazione che gli serve per brillare come estrema destra. Più lo si tratta da mostro, più quello cresce.
C’è poi la cosa vera, anche se sembra noiosa: il programma di Vannacci è impossibile da mettere in pratica. La remigrazione, il tetto al 4 per cento, il libretto di lavoro a 14 anni, l’ora legale per decreto. Numeri, leggi nazionali e trattati europei lo smontano riga per riga. Bisogna avere la pazienza di smontare i contenuti, uno per uno, con la calcolatrice in mano.
Si combatte con i numeri, non basta l’indignazione. Sì, è meno eccitante.
Buon lunedì.




