Mattia Tombolini è editore e fondatore di Momo edizioni. Da anni si occupa di lavoro culturale, movimenti sociali, memoria storica e culture politiche contemporanee. In Antifascismo illegale. Storie di repressione e resistenza nell’Europa di oggi analizza le forme assunte dall’antifascismo contemporaneo e le limitazioni che, in diversi Paesi europei, colpiscono attivisti e movimenti impegnati nel contrasto all’estrema destra.
Tombolini, cosa ha spinto lei e Michele Rech aka Zerocalcare a scrivere questo libro?
Il libro nasce da un percorso più ampio sviluppato negli ultimi tre anni con Zerocalcare e altre persone coinvolte nella campagna di solidarietà per gli imputati del cosiddetto processo di Budapest. Un percorso che ha portato prima ai due fumetti di Zerocalcare, Questa notte non sarà breve e Nel nido dei serpenti, e poi alla scrittura di questo volume. Negli ultimi anni abbiamo viaggiato molto, seguendo queste vicende in diversi Paesi europei: dall’Ungheria alla Germania, dalla Francia alla Spagna. Attraverso il confronto con avvocati, attivisti e osservatori internazionali abbiamo iniziato a cogliere alcuni elementi comuni che andavano oltre i singoli casi nazionali.
Quando quel percorso di ricerca è diventato un libro?
La svolta è arrivata nel novembre 2025, quando l’amministrazione Trump e il segretario di Stato Marco Rubio hanno iniziato a parlare di Antifa come di una realtà assimilabile a un’organizzazione terroristica. Da quel momento ci siamo posti una domanda: si trattava dell’ennesima provocazione destinata a esaurirsi in pochi giorni oppure del segnale di una trasformazione più profonda? Trump è spesso associato a dichiarazioni provocatorie, ma la sua Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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