Guidata da Sahra Wagenknecht Die Linke vince parlando di affitti, carovita e servizi pubblici. Ma nei Länder orientali avanza l’AfD. La Germania si polarizza e mostra due strade opposte: la destra estrema cresce sulla crisi sociale, la sinistra può tornare a rappresentarla

Per molto tempo era stato previsto un testa a testa tra la Cdu e il partito Die Linke. Alla fine, però, la sinistra ha vinto con quasi il 26 per cento, mentre la Cdu ha subito una forte sconfitta, raggiungendo appena il 19 per cento. Die Linke ha più che raddoppiato i propri voti rispetto alle ultime elezioni. Dall’altro lato, però, anche il partito di estrema destra Afd ha guadagnato terreno e ha raggiunto il 16 per cento. Anche se i Verdi hanno perso qualcosa, il loro risultato del 14 per cento rimane comunque notevole. Una grave sconfitta l’ha subita anche la Spd, con solo il 12 per cento: negli ultimi decenni è stata il primo partito a Berlino. I liberali non sono entrati nel Parlamento con appena il 2,5 per cento e non svolgono più alcun ruolo nella politica tedesca. Anche il Bsw, il partito di Sahra Wagenknecht, non supera la soglia del 5 per cento e non è rappresentato in Parlamento.

Il grande successo della Linke è da attribuire a una politica fortemente incentrata sui temi sociali. I temi centrali erano il carovita, l’alto costo dell’energia, gli affitti molto elevati, un’infrastruttura pubblica degradata. In particolare, la questione abitativa ha giocato un ruolo centrale. Elif Eralp, indicata come futura sindaca di Berlino, si è espressa chiaramente a favore della socializzazione delle grandi imprese immobiliari.

La vittoria della Linke ha suscitato grande clamore e critiche, non solo tra gli avversari politici ma anche in alcuni settori dei media. Il partito viene accusato di antisemitismo, un’accusa che è tuttavia infondata. In particolare, la questione della socializzazione è oggetto di un acceso dibattito. Il governo uscente, composto da Cdu e Spd, non ha fatto nulla per attuare il referendum popolare a favore di una tale socializzazione. Per la Linke è una questione cruciale, senza la quale non è disponibile a far parte del futuro governo, che può essere formato da una coalizione tra Linke, Verdi e Spd, che non è favorevole alla socializzazione. La formazione del governo sarà quindi difficile. Numericamente sarebbe possibile anche una coalizione tra Cdu, Verdi e Spd, ma non è probabile. Se dovesse realizzarsi, ciò segnerebbe la caduta della Spd.

Il voto di Berlino è in contrasto con quello nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l’Afd ha vinto nettamente, come due settimane fa in Sassonia-Anhalt. L’Afd ha raggiunto il 38 per cento e in Sassonia-Anhalt addirittura il 44 per cento, mancando tuttavia la maggioranza assoluta. La Spd ha ottenuto, con il 35 per cento, un risultato notevole grazie a una campagna elettorale contro il governo nazionale. La Cdu, invece, è crollata e non è riuscita a entrare in Parlamento, un evento davvero clamoroso.

I risultati elettorali a Berlino, come quelli nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e in Sassonia-Anhalt, dimostrano che ci troviamo di fronte a un nuovo panorama politico in Germania. Il centro politico, composto da Cdu, Spd, Verdi e liberali, sta perdendo terreno. Solo i Verdi restano stabili. I liberali stanno scomparendo. Si può parlare di una certa polarizzazione. Die Linke è in grado di vincere incentrandosi su temi sociali. Un contesto urbano è molto favorevole alla Linke, molto meno la provincia. Tuttavia, il vero partito vincente è l’estrema destra. L’Afd si conferma come la forza politica più importante non solo nell’Est ma anche a livello nazionale.

Indubbiamente, questi risultati elettorali hanno un forte impatto sul governo. Nonostante i risultati disastrosi, Merz ha immediatamente dichiarato di voler rimanere sia presidente del partito sia cancelliere, ricevendo il sostegno dei vertici del partito. Tuttavia, il futuro di questo governo e, in particolare, di Merz è estremamente incerto. In questa situazione politicamente molto difficile è evidente che nessuno voglia prendere il posto di Merz.

I socialdemocratici si trovano di fronte a un dilemma. Come parte del governo sono responsabili di una politica che la gente respinge. Se uscissero dal governo, cosa che non è molto probabile, verrebbero accusati di mancanza di senso di responsabilità verso il Paese. Se, tuttavia, il governo dovesse continuare con queste politiche di cosiddette riforme – che in realtà non sono riforme ma tagli – e con le enormi spese militari a svantaggio dello Stato sociale e della necessaria trasformazione socio-ecologica, l’Afd crescerà ulteriormente.

Per combattere l’ascesa dell’Afd ci vuole un’altra politica. Die Linke ha dimostrato a Berlino che si può vincere con una politica fortemente orientata ai temi sociali. Finora l’estrema destra è molto più forte della sinistra. È dunque necessario costruire uno schieramento più ampio delle forze progressiste e di sinistra.

Un aspetto molto incoraggiante è che la sinistra è il primo partito tra i giovani, come hanno dimostrato le elezioni a Berlino, in cui la stragrande maggioranza dei giovani ha votato per Die Linke. Tuttavia, si deve anche prendere in considerazione il fatto che l’estrema destra ha molto successo tra i giovani.

L’autore: Economista e sociologo, già presidente del Partito della Sinistra europea , Heinz Bierbaum ha presieduto la Fondazione Rosa Luxemburg di Berlino dal 2022 al 2025

Fonte foto Wk