Salvatore Calignano aveva 61 anni e venerdì pomeriggio, secondo il racconto della moglie, stendeva in nero una guaina isolante sul tetto di un capannone a Caivano, e i sanitari del 118 l’hanno trovato altrove, da solo, in una strada secondaria dove prima di svenire ha detto di essere caduto da una scala. Sabato è morto. Poi dagli accertamenti dei carabinieri è spuntata un’assunzione regolare datata primo ottobre, il giorno prima, che la moglie ignorava: a settembre, racconta il legale, Salvatore prendeva ancora la disoccupazione.
Il giorno prima, appunto. Nel 2004 il quotidiano PuntoSicuro segnalava un’anomalia tutta edile, troppi infortuni gravi al primo giorno di lavoro, perché spesso erano operai in nero assunti il giorno stesso dell’incidente per scansare le sanzioni. Così dal 2006 nei cantieri, e dal 2007 in ogni settore, l’assunzione va comunicata entro la mezzanotte del giorno precedente. Vent’anni dopo la data è caduta esattamente lì dove la legge la voleva, e la comunicazione telematica ha una data certa che la Procura di Napoli Nord farà bene a guardare per prima.
Il resto è statistica: l’Istat stima 3 milioni e 132mila unità di lavoro irregolari, l’Inail ha contato 1.189 morti sul lavoro nel 2025 e due vittime su tre avevano più di cinquant’anni, cioè l’età di chi sale ancora sui tetti perché la pensione è lontana e il lavoro regolare pure. Se i dubbi della famiglia troveranno conferma, a Caivano qualcuno ha avuto il tempo di sistemare le carte di un uomo e di fare una telefonata senza nome al 118, e poi l’ha lasciato lì, sull’asfalto.
Buon lunedì.




