E se il Ponte serve solo a resistere in un deserto di macerie, è esattamente questo che racconta: l’idea di uno Stato che preferisce salvarsi la faccia piuttosto che salvare i corpi

Matteo Salvini ha detto che in caso di un grande terremoto, «le città crollerebbero ma il Ponte sullo Stretto resterebbe in piedi». È la dichiarazione perfetta per raccontare la sua politica: un’opera faraonica, isolata nel nulla, che resiste mentre attorno si muore.

Lui ci mette l’orgoglio ingegneristico, come se bastasse progettare un ponte antisismico per meritarsi applausi. Ma non gli viene un dubbio, neanche per sbaglio: se siamo certi che le città crollerebbero, non sarebbe il caso di occuparsi delle città? Di renderle sicure, abitabili, vive? O il piano è davvero che in caso di catastrofe tutti si rifugino sulla carreggiata panoramica di un’opera che costa oltre 13 miliardi?

Il paradosso è che ha ragione: il Ponte, almeno sulla carta, resisterebbe. È pensato per sostenere sismi di magnitudo 7,1, più forte del disastro del 1908. Ma mentre Salvini si commuove davanti ai rendering, la Protezione civile italiana continua a segnalare migliaia di edifici pubblici a rischio. Scuole, ospedali, case. Quelli sì che cadrebbero.

E allora sì, lo ha detto lui: le città crollerebbero. È una confessione. È l’ammissione che i fondi ci sono, ma vanno altrove. Verso il cemento che fa notizia, verso l’arroganza che fa propaganda, mai verso la vita delle persone. Salvini costruisce ponti nel vuoto, mentre la terra trema sotto chi ci vive davvero.

E se il Ponte serve solo a resistere in un deserto di macerie, è esattamente questo che racconta: l’idea di uno Stato che preferisce salvarsi la faccia piuttosto che salvare i corpi. Un’opera antisismica in un Paese che non lo è. Un monumento alla propria insipienza.

Buon venerdì. 

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.