Delrio e l’area di Sinistra per Israele continuano a pretendere l’adozione integrale della definizione dell’IHRA, nonostante le critiche esplicite di giuristi e intellettuali ebrei che ne segnalano l’ambiguità e i rischi per la libertà di critica politica. Vogliono affossare il campo largo

C’è un dettaglio che racconta meglio di mille analisi lo stato del Partito democratico: chi ha imposto il tema dell’antisemitismo come clava politica oggi rifiuta di firmare il disegno di legge del proprio partito. I senatori riformisti, gli stessi che hanno sostenuto il ddl di Graziano Delrio, si sfilano dal testo redatto da Andrea Giorgis perché troppo poco punitivo, troppo largo, troppo vicino a un’idea di antidiscriminazione che esca dal recinto identitario.

Il ddl Giorgis è un compromesso debole, certo. Ma è un compromesso politico, non una resa ideologica. Prova a evitare l’eccezionalismo penale, allarga la tutela ad altre forme di odio, tenta di tenere insieme un partito già ferito su questo tema. Proprio per questo diventa indigesto a chi ha costruito l’offensiva sull’antisemitismo come strumento di delimitazione interna.

Delrio e l’area di Sinistra per Israele continuano a pretendere l’adozione integrale della definizione dell’IHRA, nonostante le critiche esplicite di giuristi e intellettuali ebrei che ne segnalano l’ambiguità e i rischi per la libertà di critica politica. Una scelta che dice tutto sulla natura dell’operazione: a loro non interessa coprire un eventuale vuoto normativa (che non c’è). Vogliono un segnale politico rivolto contro una base che su Gaza ha parlato troppo e troppo chiaramente.

Il punto, però, resta a monte. Una nuova legge contro l’odio verbale, mentre esiste già la legge Mancino, rischia di essere simbolica, selettiva, inutile. Se applicata a una sola comunità, rischia persino di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato. Una riflessione elementare, che evidentemente non interessa ai sostenitori del ddl Delrio. L’urgenza sembra un’altra: affossare il campo largo e regolare i conti interni. Il resto è retorica di copertura.

Buon venerdì.

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