Dalla critica al creazionismo all’affermazione dei beni comuni, la filosofia di Giordano Bruno torna attuale nell’epoca dei nuovi dogmatismi e dei poteri finanziari globali. Libertà di pensiero, dignità e uguaglianza restano il cuore di una democrazia possibile solo se laica e applicata

Alla politica del potere di alcuni, Giordano Bruno contrappone una società di liberi ed eguali. Ed è l’affermazione del diritto alla dignità. Diritto umano inalienabile su cui si misura oggi il concretizzarsi della democrazia. Che non esiste senza laicità.
La sua rivoluzionaria filosofia faceva paura, fa ancora paura:
∙ Al principio divino, Giordano Bruno sostituisce la natura: materia madre che si autoproduce. È la fine del creazionismo, quello che ancora oggi dogmatici e reazionari vorrebbero riproporre nell’insegnamento delle scuole della Repubblica nell’illusione di oscurare la scientificità del darwinismo.
∙ Alla supposta anima del fideismo sostituisce la fisicità della mente – corpo – funzione biologica.
∙ Contro le morali del precetto, Bruno rivendica autonomia ed autodeterminazione. Perché ognuno è «padrone del proprio destino» ovvero nella libertà di autodeterminarsi come oggi usiamo dire.
∙ Ad un’estetica di maniera, Bruno contrappone la vertigine delle possibilità combinatorie di termini e significati… nella moltiplicazione di registri stilistici. Un linguaggio nuovo per un pensiero nuovo!
∙ Alla politica del potere di alcuni, Giordano Bruno contrappone una società di liberi ed eguali. Ed è l’affermazione del diritto alla dignità. Diritto umano inalienabile su cui si misura oggi il concretizzarsi della democrazia. Che non esiste senza laicità.
Bruno pone le basi della laicità nella cultura dell’emancipazione e dell’uguaglianza contro il familismo, la prepotenza, il collaborazionismo dei servi del potere (i pedanti, come il nostro filosofo li chiamava), che fanno a gara per inserirsi nelle reti di corruttela e corruzione.
Odia menzogna e ipocrisia, soprattutto quando vengono dai venduti intellettuali. «La sapienza e la giustizia – scrive – iniziarono a lasciare la terra dal momento che i dotti, organizzati in consorterie, cominciarono ad usare il loro sapere a scopo di guadagno. Da questo ne derivò che gli Stati, i regni e gli imperi sono sconvolti, rovinati, banditi assieme ai saggi e ai popoli». (Quanta attualità!)
Bruno si proclama «risvegliator di dormienti»!
In questa prospettiva accoglie con entusiasmo l’eliocentrismo, costruendo su di esso i rivoluzionari sviluppi della sua filosofia che è un cantico di disvelamento e liberazione.
Finalmente – Bruno scrive – «ne vien lecito di veder chiaro et aperto l’orizzonte tutto del divenire naturale, ritrovandoci fuor de la priggione».
E Bruno chiama ognuno a usare le ali della ragione per sperimentare le infinite possibilità di pensare, conoscere, agire.
Bruno invita a forzare la nostra «potenza cogitativa» per sviluppare pensiero problematico addentrandosi in sentieri inesplorati, per «progredire nelle operazioni dell’intelligenza», per «vedere con gli occhi dell’intelligenza». E questo avviene in un incessante processo di scomposizione e ricomposizione di: «atomi corporei-mentali». Usa proprio questa modernissima terminologia scientifica!
Ma perché questo accada, bisogna superare «l’abitudine di credere, impedimento massimo alla conoscenza». Bisogna spazzare via “la bestia trionfante” della passività, dell’omologazione, della rassegnazione al pensiero a una dimensione.
Ecco allora che la libertà di pensiero diventa per Bruno prerequisito e metodo. Per non essere servi. Quindi per rimuove anche la passiva acquiescenza a un potere finanziario che oggi in nome di supposte leggi di mercato fa mercimonio di esseri umani.
Un potere che tiene in pugno le redini del lavoro e che ricatta i lavoratori per riportarli a condizioni di schiavitù da medioevo.
La filosofia di Bruno chiama individui, istituzioni, stati a impegnarsi affinché «più a nessuno
– scrive – «sia lecito d’occupare con rapina e violenta usurpazione quello che ha commune utilitate».
Già i beni comuni. Che oggi si chiamano diritto allo studio, diritto al lavoro nella tutela e dignità del lavoro, diritto alla casa, diritto alla salute, diritto a essere sempre gli esclusivi padroni della nostra vita anche nel fine vita, diritto a scegliere quando mettere al mondo un figlio … e possibilmente sano…, diritto a non essere ingabbiati in stereotipi sessisti e razzisti che torturano escludono uccidono…
Libertà e giustizia
In due parole: Democrazia Applicata. Impossibile senza l’uguaglianza nelle pari opportunità.
In un momento storico, come questo che stiamo vivendo, dove la barbarie teocratica si fa stato…dove sogni totalitari scatenano guerre… dove spettri nazi-fascisti si ripresentano con altri nomi e stesse maschere, la filosofia di Bruno continua ad essere la formidabile squilla per essere concretamente soggetti attivi della storia per erodere sempre maggiori spazi alla prepotenza, alla protervia, al sopruso.
Scriveva « Molte cose sono possibili che son giuste, niente però è giusto che non sia possibile».
È ancora la nostra storia!