L'articolo 11 della Costituzione è un principio supremo dell’ordinamento, cioè è uno di quei principi che non possono essere modificati e da cui dipende la piena attuazione della democrazia pluralista, dello Stato di diritto, del welfare State e, quindi, della declinazione dell’economia e dei poteri dello Stato, così come disegnati nel secondo comma dell’articolo 3. Sottolineo in particolare il combinato disposto con il secondo comma dell’articolo 3 perché quella norma, che è veramente la chiave di volta dell’ordinamento, pone un vincolo di indirizzo a tutti i governi, di centro, di destra e di sinistra variamente articolati: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
È questo il compito della Repubblica. La guerra e l’adozione di una economia di guerra impediscono l’attuazione del primario compito dello Stato. In particolare, l’economia di guerra neutralizza la democrazia, non solo perché formalmente blocca, congela tutti i processi democratici e perché concentra il potere nelle mani di chi governa in quel momento. La guerra cambia completamente il programma di governo, stravolge la vita pratica delle popolazioni e assorbe la maggior parte delle risorse invertendo l’ordine di priorità: prima la guerra, prima la difesa da un nemico vero o presunto, prima le spese militari e poi tutto il resto. La democrazia nasce, invece, perché sia assicurato prima tutto il resto, prima i diritti fondamentali e poi eventualmente la difesa. La difesa, tra l’altro, è l’unico obiettivo che, ai sensi dell’art. 11, la Costituzione ammette quale presupposto per prendere le armi e partecipare a una guerra. Non ci sono altre opzioni.
Il modo in cui oggi l’Italia si sta impegnando nei vari fronti di guerra che si sono aperti nel mondo - lo dobbiamo dire con molta chiarezza - non sono conformi alla Costituzione. Se nella nostra Carta fondamentale si afferma come principio fondamentale non solo il principio di non aggressione, ma un chiaro e inequivoco “ripudio della guerra” - cioè la posizione più netta e radicale che si potesse adottare - nessun governo può fornire sostegno a guerre che sono chiaramente offensive e di invasione, come per esempio quella di Israele contro la Palestina. Non è ammissibile. E non Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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