immigrazione

Autunno caldo a sinistra

Tre grandi questioni agiteranno la ripresa autunnale. La crisi economica e finanziaria, che rimbalza dalla Cina e può condannare l’Occidente alla stagnazione. La fuga dalle guerre in Africa e in Medio Oriente, che assedia l’Europa con centinaia di migliaia di migranti. Il divorzio fra decisionismo governativo e democrazia rappresentantiva.
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Gli eroi delle stive e la mappa del nuovo mondo

Fare di vite umane uguali a noi, ladri col macete (vulgata leghista), o più semplicemente “clandestini” (vulgata europea), svuotare di senso quello che sta accadendo, mi ha fatto pensare a Nemes e al suo film. Ai “pezzi”, ai chili. E anche alle “quote” di vite respinte da questa Europa qui. Che pensiero è, mi chiedo, quello che calcola e ragiona su quote, numeri?
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Il bambino nel trolley contro tutti i muri

Due fotografie recenti che resteranno nella nostra memoria: la generosità di una persona esposta all’odio dei cittadini, la volontà caparbia di portare i propri figli in Europa radiografata dalla macchina del rifiuto. Le due immagini dicono in modo diverso la stessa cosa: siamo nel mezzo di una guerra civile di dimensioni globali.
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Calais, è caccia al clandestino. Un video mette a nudo la Francia

Francia, Europa. Un camion percorre il raccordo autostradale verso l'Eurotunnel, diretto in Gran Bretagna. Sul tragitto c’è un posto di blocco della Republican Security Companies, un corpo della polizia francese. I gendarmi aprono i cassoni dei tir alla ricerca dei clandestini. E li trovano. Li fanno scendere. Spintoni e colpi di manganello. Sono immagini crude, violente, disumane quelle che vedete nel video girato dall'associazione Calais Migrant Solidarity. Ma sono all’ordine del giorno a Calais.