Anno 1984, in quel di Ancona si registra l’uscita di un album autoprodotto, si tratta di Tribes’ Union e la band in questione sono i Gang.

Sulla scia del punk di metà anni Settanta (quello dei Sex Pistols), intrisi di atmosfere e ribellione londinese, i fratelli Sandro e Marino Severini importano in Italia il folk rock militante (per qualcuno oggi chiamato combat folk, ispirato dalla definizione dei Modena city ramblers).

Dopo gli inizi sulle orme degli inglesi Clash – i primi lavori sono apertamente ispirati a London Calling del 1979 e Sandinista! – nel 1991 arriva la svolta: passaggio alla lingua italiana e narrazione sociale, il Sud del mondo gli sfruttati, gli emarginati.

Oggi, dopo 14 anni di assenza – non dai palcoscenici ma dalle sale di registrazione – la band torna con un album di inediti: Sangue e cenere. Per realizzarlo, i Gang hanno chiesto la partecipazione ai loro stessi fan (e non solo), affidandosi al crowdfunding: alla chiamata – servivano 6.000 euro – i raiser hanno risposto con 56.000 euro, raggiungendo così molto di più della somma richiesta sulla piattaforma Be Crowdy.

Undici nuove tracce prodotte da Jono Manson per la Rumble Beat e distribuite con Sony music. Ancora temi scottanti, ancora chitarre, ancora fisarmoniche e mandolini. Quello che rimane è la fusione di rock, folk e contenuti sociali. E rimangono anche i due fratelli Severini, Marino alla voce e chitarra e Sandro alle chitarre elettrica e acustica. Quello che cambia, invece, è il resto della formazione, completamente rinnovata, con Marzio Del Testa (batteria, percussioni), Charlie Cinelli (basso elettrico, contrabbasso) e Jono Manson (chitarre, cori e piano) e numerose collaborazioni, tra cui quella – doverosa da segnalare – della sezione fiati abitualmente sul palco di Bruce Springsteen and The E-Street Band, che partecipa al primo singolo, “Nel mio giardino”.

L’album, già acquistabile sia in digitale che nei negozi di dischi, sarà in tour in estate, quando la band riprenderà a girare l’Italia in formazione elettrica. Niente nostalgia, i Gang suoneranno anche i classici del loro, ribelle, repertorio.

@TizianaBarilla

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