Un’autobomba molto potente di primo mattino e poi un attacco da tutti i lati della città. A pochi mesi dalla presa di Kobane da parte dei curdi dell’Ypg, l’ISIS ha lanciato una nuova offensiva contro la città divenuta simbolo della resistenza dei curdi all’avanzata dello Stato islamico. Tutte le notizie che arrivano dalla città, dove si combatte, indicano che l’attacco dell’ISIS è arrivato dalla frontiera turca. Ma non ha preso il controllo della città.

Foto come quella contenuta nel tweet qui sotto tendono ad avvalorare questa versione. Ankara ha sofferto molto il protagonismo curdo – l’Ypg è alleato del Pkk curdo-turco – ed evidentemente è disposta a chiudere entrambi gli occhi sull’attivismo dell’ISIS pur di ridimensionare le aspirazioni curde. Il buon risultato dell’Hdp alle recenti elezioni che hanno segnato una battuta d’arresto del disegno politico di Erdogan ha forse accentuato il fastidio delle autorità di Ankara.

 

 Perché questo nuovo attacco contro una città semi-distrutta dalla guerra da parte dell’ISIS? C’è la necessità di riconnettere il territorio in mano all’ISIS e garantire le strade di rifornimento e poi, come spiega nel tweet qui sotto Charles Lister, esperto di Brookings Institution, c’è l’aspetto distrazione: i curdi sono all’offensiva e premono su Raqqa, la capitale del territorio controllato dall’ISIS e ogni volta che la pressione militare è troppo forte, il gruppo islamista attacca altrove per cercare di distogliere armi ed energie militari dal punto in cui è più vulnerabile.


I combattenti dell’ISIS si sarebbero avvicinati alla città vestiti con insegne di gruppi alleati al Free Syrian Army. Dopo l’esplosione della prima autobomba hanno scatenato l’attacco. La prima bomba ha ucciso almeno 12 civili, ma il contor di morti e feriti, a giudicare dalle immagini che arrivano è destinato ad aumentare. La rabbia dei curdi in ogni angolo del mondo vola sui social media, che rilanciano notizie e accusano Ankara di essere una capitale del terrotismo.

Prima della guerra Kobane contava 400mila abitanti, almeno 100mila sono fuggiti dopo la prima presa dell’ISIS. La città era stata governata dai curdi dopo che l’esercito siriano l’aveva abbandonata. Nei giorni scorsi l’ISIS ha conquistato parti di Hassakeh, prima città del nord siriano e più vicina al poroso confine iracheno. Hassakeh è parzialmente sotto il controllo delle forze armate fedeli ad Assad e in parte all’YPG. L’ISIS avrebbe preso alcune aree sotto il controllo dell’esercito siriano.

 

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@minomazz

 

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