Quindi ieri Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, ha firmato i referendum promossi da Possibile, la formazione politica di Pippo Civati. Li ha firmati dopo avere detto che non lo avrebbe fatto e comunque l’ha fatto precisando che non è d’accordo sui tempi e i modi. Un capolavoro di equilibrismo. Intanto la strategia  di Sinistra Ecologia e Libertà continua ad essere una doccia scozzese per chi vorrebbe leggere o almeno riuscire ad immaginare il futuro del partito di Vendola e, più largamente, della sinistra.

Per ora la posizione (piuttosto contorta) è: siamo in opposizione contro questo PD a livello nazionale, ne contestiamo le scelte anche se un referendum oggi è fuori tempo perché troppo presto, a Milano e Cagliari andiamo con il PD perché si sta bene, Civati ci piace ma non ci piacciono i leader e per il futuro speriamo che il PD cambi perché così si possa tornare insieme. Un capolavoro, eh.

Così succede che il “processo di costruzione della sinistra” (uno dei mantra di SEL sin dalla sua fondazione) diventi stimolante come un appuntamento all’aperitivo di lunedì mattina: Landini, Civati, Fratoianni (con l’ombra di Vendola sulle spalle), Fassina e tutti gli altri si incontreranno ad ottobre, forse a novembre e chissà perché lì dovrebbe avvenire il miracolo che tutti d’improvviso scoprano di essere d’accordo su tutto. Eppure per SEL, soprattutto, forse sarebbe il caso davvero di prendere una posizione forte e sarebbe il momento migliore: chi voleva stare con il PD ha fatto armi e bagagli e se n’è già andato e la spinta propulsiva di Nichi Vendola è al capolinea.

Quindi? Quindi si potrebbe fare un gioco, un esempio semplice per diradare le nebbia. Civati è, su Milano, il nome a sinistra del PD che potrebbe riscuotere il più alto consenso e il Pd a Milano è ormai un grumo di potere che, da tempo, ha bisogno di sventolare “civismo” per risultare potabile. Quindi? Quindi non si capisce perché SEL debba legarsi mani e piedi nelle primarie del partito a cui si oppone a Roma (con tutto il rispetto per il candidato Majorino). Milano è la piazza giusta dove giocare fuori dai giochetti del PD: una coalizione (già scritta) tra SEL, Possibile, Fassiniani, Azione Civile, Rifondazione e tutto quello che ci volete mettere dentro che lasci il PD con il cerino in mano e si confronti con un test di portata nazionale. Fare politica facendo politica, insomma. Uscendo dalla polvere di risibili assemblee come spot di rinnovamento e mettendo alla prova un programma radicalmente nuovo. Il PD è andato a destra nonostante SEL prosciugandola. Il delitto perfetto. E forse anche Nichi ha le sue responsabilità.

@giuliocavalli

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