Ha fatto notizia il forfait alle olimpiadi del campione mondiale di golf Rory McIlroy, per paura del contagio da zika, seguito poi da Dustin Johnson vincitore degli Us Open e da Jordan Spieth. Ma al di là del glamour, c’è un timore serio,  dicono le organizzazionni sanitarie, che riguarda soprattutto le donne in gravidanza. L’infezione di zika durante la gestazione può causare danni al cervello del feto (benché ancora in formazione e deconesso) e ora gli esperti aggiungono, anche deformità articolari  nel neonato. Lo segnalano in particolare ricercatori brasiliani da Recife, la città al centro dell’epidemia. Ma il virus è diffuso in gran parte del continente americano. Per le donne in stato interessante sarebbe meglio evitare viaggi in quelle aree geografiche e per chi è già lì il consiglio è di proteggersi dalle punture delle zanzare che portano e diffondono la malattia.
Riguardo alle donne in gravidanza il virus può attraversare la placenta dalla madre e raggiungere il feto. Ora il medico specialista Vanessa van der Linden e il suo team in Brasile segnalanp anche gravi problemi articolari nei neonati che potrebbero essere causati da Zika. I sette bambini con sospetta infezione Zika, al momento sotto osservazione in ospedale, hanno problemi all’anca, al ginocchio, alla caviglia, al gomito, al polso e alle dita che in teoria potrebbero anche corrispondere a un diagnosi di artrogriposi. Nei casi studiati, le deformità e le articolazioni storte sono causate da muscoli o troppo contratti o all’opposto troppo flaccidi che predispongono il bambino a posizioni innaturali. Il team guidato dalla dottoressa Linden sostiene che il virus di zika attacchi i centri nervosi che trasmettono i “comandi”ai muscoli intorno alle articolazioni, piuttosto che attaccare le articolazioni stesse. Le scansioni del cervello dei neonati sembrano avvalorare questa ipotesi. Tutti i sette bambini esaminati sono risultati negativi per altre infezioni congenite (pre-parto), come la rosolia e HIV, che avrebbe potuto essere una possibile causa di loro deformità. Anche luninari in questo ambito, come Jimmy Whitworth, della London School of Hygiene e Tropical Medicine, sostengono che  Zika potrebbe essere la causa.  La microcefalia è il segno macroscopico  di infezione congenita da Zika, ma sta diventando chiaro che è solo una parte di un ampio spettro di problemi medici. La  sfida ora è bloccare la diffusione dell’infezione e  mettere a punto cure per chi potrà essere interessato a lungo, così come a breve termine. L’attuale epidemia potrebbe andare avanti per tre o quattro anni, secondo il professor Whitworth.”Pensiamo che potrebbero esserci decine di migliaia di bambini infettati da Zika, dare una risposta medica adeguata sarà la sfida dei prossimi anni”,ha detto il medico interpellato dalla Bbc.

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