È uno degli scandali più pesanti del Movimento 5 stelle. Un po’, perché si parla appunto del Movimento 5 stelle, che dell’onestà e della trasparenza ha fatto il suo slogan; un po’ perché è Roma, la capitale in cui l’M5s ha vinto proprio per augurarsi un rinnovamento. E un po’ perché, in altri casi (uno […]

È uno degli scandali più pesanti del Movimento 5 stelle. Un po’, perché si parla appunto del Movimento 5 stelle, che dell’onestà e della trasparenza ha fatto il suo slogan; un po’ perché è Roma, la capitale in cui l’M5s ha vinto proprio per augurarsi un rinnovamento. E un po’ perché, in altri casi (uno fra tutti l’ex sindaco di punta, Federico Pizzarotti), il blog è stato irreprensibile.

Sta di fatto che l’assessore all’ambiente Paola Muraro, voluta e difesa a oltranza dal sindaco Virginia Raggi, stanotte si è dimessa. Che fosse coinvolta in indagini che la vedrebbero accusata di reati ambientali (aver gestito i rifiuti in maniera non autorizzata, con violazione del codice ambientale), lo sapeva da mesi. Quattro per l’esattezza. E come lei, lo sapevano il sindaco Raggi, Luigi Di Maio e tutto il direttorio, e il garante Beppe Grillo.

Ma la decisione è arrivata solo stanotte. Per aver ricevuto «da poco», spiega Raggi in un video, l’avviso di garanzia. Rispetto al quale il sindaco dice: «Non sono entrata nel merito dell’avviso, ho accettato le sue dimissioni e ho assunto le deleghe alla sostenibilità ambientale». Perché ritiene importante «dare continuità all’azione amministrativa nel risanamento di Ama». Non troppa continuità, c’è da augurarsi a questo punto.

E a proposito di ironia, se il Movimento (a volte) perdona, e fa finta di niente, il web no. Anzi, si scatena.

Per la maggiore va però la battuta sul “fuso orario” romano.

E le allusioni, diventano anche più esplicite. C’è chi non ha dubbi sul tempismo dei Cinquestelle – anche se l’avviso di garanzia è stato recapitato solo ieri pomeriggio.

E fioccano anche i paragoni con la raccolta dei rifiuti, materia di sua pertinenza.

A sollevare una questione più seria, Roberto Giachetti, sfidante in quota Pd della Raggi alle ultime amministrative, e oggi consigliere comunale di opposizione.

Impicciarsi di come funzionano le cose, è più forte di lei. Sarà per questo - o forse per l'insanabile e irrispettosa irriverenza - che da piccola la chiamavano “bertuccia”. Dal Fatto Quotidiano, passando per Narcomafie, Linkiesta, Lettera43 e l'Espresso, approda a Left. Dove si occupa di quelle cose pallosissime che, con suo estremo entusiasmo invece, le sbolognano sempre: inchieste e mafia. E grillini, grillini, grillini. Dalla sua amata Emilia-Romagna, torna mestamente a Roma, dove attualmente vive.