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È pronto per un secondo mandato nella sua città, l’ex pentastellato sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Del Movimento ha perso il marchio ma non il vizio, quello di puntare sulla democrazia partecipata, di credere nel coinvolgimento attivo dei cittadini e nell’amministrazione di squadra che non è l’alleanza di partiti. E perché no, anche nella Rete. E «con i principi con i quali siamo entrati e ai quali siamo rimasti fedeli fin dalle origini», si prepara assieme a tutta la sua squadra e alla sua lista “Effetto Parma”, alle elezioni amministrative della prossima primavera. Cosa che gli ha immediatamente attirato le ire dei pasdaran Cinquestelle.

«Ebbene sì, ci siamo ributtati della mischia». Ride, e parla sempre al plurale, Federico. Nella mischia da soli, dunque per adesso? «Ma per adesso e anche per dopo», risponde ironico ma perentorio. «Salvo l’apertura a dialogare con altre liste civiche. Ma nel panorama attualmente non ce ne sono, e quelle che ci sono esprimono valori che non vedono una nostra condivisione».

I valori di cui parla sono quelli di sinistra, della cui declinazione partitica però, il sindaco non salva niente: «Non condivido nulla di quello che il sedicente “centrosinistra” è o ha fatto. Gli esempi che mi trovo a citare sono uomini come Pertini o Berlinguer. Che con la sinistra attuale non hanno niente a che vedere».

E cos’è la sinistra quindi? «Principalmente buon senso». Nella lunga intervista sul numero di Left in edicola, con il primo cittadino parmense abbiamo parlato di democrazia – che è tale se è partecipata – , di amministrazione – che è buona se segue appunto il buon senso -, e di Movimento 5 stelle. Ormai molto, molto lontano da quello civico, orizzontale nato proprio in Emilia-Romagna.

Certo, a questo punto sono moltissimi gli ex-grillini in giro per l’Italia. Si può pensare di recuperare questo patrimonio disperso? A questo e a molto altro, il sindaco più grillino di Grillo risponde nell’intervista integrale in edicola da sabato.

 

L’intervista integrale la trovate su Left in edicola dal 4 febbraio

 

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