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McDonald’s, Sisal, Manpower, Adecco, Chef Express, Juventus. Ecco chi sono i maggiori utilizzatori di voucher in Italia. Grandi gruppi nei settori del commercio, della ristorazione, dell’organizzazione di eventi culturali e sportivi. Si apprende da una lista che l’Inps ha consegnato alla Cgil, nero su bianco riporta i primi duecento utilizzatori di voucher. La lista fornita dall’Inps è coperta dalla legge sulla privacy. Ma, questa notte, il Manifesto ha pubblicato 15 nomi, le prime 15 aziende per utilizzo di voucher nel 2016, l’anno della tracciabilità in cui sono stati staccati circa 135 milioni di buoni: un +24% rispetto ai 115 del 2015.

Oltre ai 15 che leggete nell’immagina. Troviamo: Burger King, Rinascente, Bottega verde e ancopra squadre di calcio: Lazio, Fiorentina e Chievo Verona. Troviamo anche enti pubblici, come il Comune di Benevento, e, tante aziende nel mondo dell’organizzazione di eventi, che arruolano con buoni steward, hostess, addetti alla sicurezza, camerieri.

In testa la Best Union Company, società specializzata nella biglietteria e nell’organizzazione di eventi. Come la quinta per ordine, la Winch srl, che opera nel campo del security steward e welcoming.

Alcune delle società di lavoro interinale, poi, generano altre piccole ditte che “affittano” a loro volta lavoratori. Un esempio: Adecco Professional Solutions ha fornito una ventina di imbustatori di prosciutto alla Fratelli Beretta, nel periodo natalizio, in uno stabilimento di Varese, permettendo di applicare il meno costoso contratto del commercio.

Da tempo la Cgil insiste nel sostenere che una parte rilevante del lavoro prestato attraverso i voucher fa capo a grosse aziende e al pubblico. E che, quindi, i voucher sostituiscono lavoro stabile con precarietà. La lista consegnata dall’Inps Tito Boeri, adesso, è una buona prova per le tesi del sindacato di Camusso.

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