Non solo Argentina ed Egitto: sono molti gli Stati nei quali la pratica della sparizione forzata è tuttora all’ordine del giorno. Per constatarlo, è sufficiente sfogliare l’ultimo report del gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate o involontarie dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr), che si è riunito a Ginevra dall’11 al 15 di settembre per esaminare circa 350 nuovi casi sospetti da 43 diversi Paesi. I quali potrebbero sommarsi al totale di quelli analizzati, 56.363, di cui ben 45.120 tuttora irrisolti.
Il gruppo, formato da cinque esperti indipendenti (Marocco, Corea del Sud, Canada, Argentina e Lituania), si occupa di incontrare parenti e conoscenti di coloro dei quali è stata denunciata una possibile sparizione forzata, di visitare periodicamente le nazioni più “critiche” e di fare pressioni sui governi responsabili perchè la verità venga a galla. Non solo.
In occasione della Giornata nazionale delle spartizioni forzate (30 agosto) è stato chiesto ai governi inadempienti di ratificare la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata. Il documento – del 2006, in vigore dal 2010 – contiene 45 articoli…
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L’articolo prosegue su Left in edicola con la mappa delle sparizioni forzate nel mondo
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