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Dopo la falsa partenza, le accuse di traffico di esseri umani, i problemi tecnici e il paradossale (tentato) soccorso da parte di una organizzazione non governativa, la nave anti-migranti (e anti-ong) C star si trova ora in stato di abbandono al largo delle coste catalane, con a bordo 9 membri dell’equipaggio originari dello Sri Lanka, rimasti senza viveri né acqua né carburante. La conferma viene dalla Croce rossa catalana, che è intervenuta portando a bordo cibo e acqua, come spiega in una nota di lunedì scorso.

La nave – 40 metri, battente bandiera mongola, di proprietà della Maritime global services Ltd di Cardiff – era stata noleggiata dall’ organizzazione di ultradestra Generazione identitaria per dare man forte alla Guardia costiera libica nell’impedire le partenze di migranti dalle coste nordafricane e vigilare sull’operato delle Ong che contribuivano ai soccorsi nel Mediterraneo, all’interno della missione battezzata Defend Europe.

Il team di xenofobi, però, ha abbandonato il natante il 27 agosto, annunciando il termine della missione, durata in tutto 5 giorni. «Quando si dice l’ironia della sorte. Prima affittano una nave a bandiera mongola con l’equipaggio dello Sri Lanka per protestare contro l’immigrazione in Europa. Poi abbandonano lo stesso equipaggio in Europa», recita con una punta di sarcasmo la nota dell’International transport workers’ federation (sindacato dei marinai) riportata dal Corriere della Sera. Il sindacato ha denunciato inoltre l’abbandono dei marinai da parte dell’armatore, che avrebbe smesso di pagare, oltre al carburante, gli stipendi al personale a bordo. L’ennesimo triste e imbarazzante capitolo di una storia di intolleranza e ipocrisie. 

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