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La situazione di caos e di paralisi creata dalla “riforma” Franceschini separando la valorizzazione (nel senso di monetizzazione) dalla tutela e privilegiando la prima a discapito della seconda passa praticamente sotto silenzio – con pochissime lodevoli eccezioni – nella stampa e nella televisione nazionale. Ciò è grave in sé. Ma è anche dovuto al fatto che i soprintendenti e gli altri tecnici della tutela non possono assolutamente fare dichiarazioni, denunciare lo stato di confusione fra soprintendenze, poli museali e fondazioni di diritto privato, di depotenziamento strutturale, di esasperata burocratizzazione in cui versano gli organismi e gli uffici che per oltre un secolo hanno operato per difendere dalle aggressioni speculative, dall’abbandono, dall’incuria il patrimonio storico-artistico-paesaggistico.

Tocca quindi a noi – in luogo dei tecnici imbavagliati e minacciati di sanzioni – denunciare pubblicamente la gravità di una situazione in cui ministro e Ministero continuano a magnificare conquiste straordinarie, mentre la spesa statale per la cultura rimane una delle più basse d’Europa, un terzo di quella francese, metà di quella spagnola, e i suoi recenti relativi incrementi, beninteso rispetto al minimo dello 0,19% del bilancio statale toccato nel 2011 (governo Berlusconi IV) rispetto allo 0,39 % del 2000 (governo Amato II), vengono indirizzati su obiettivi futili o sbagliati.

Ad esempio, si investono ben 18 milioni di euro nell’arena Colosseo per chissà quali spettacoli gladiatorii (dopo la farsa grottesca dell’ opera rock “Divo Nerone” sul Palatino) e si lascia agonizzare, senza mezzi né personale, lo strepitoso parco archeologico dell’Appia Antica o si istituisce un biglietto d’ingresso al Pantheon per poterne curare la manutenzione. Si organizzano gare di canottaggio nella vasca della Reggia di Caserta o si propagandano al suo interno prodotti tipici della zona e intanto la vasca risulta ingombra di rifiuti e l’intonaco cade a pezzi in una sala importante. Mentre, tanto per corroborare i vantati incrementi degli ingressi, si organizza al grande Museo Archeologico Nazionale di Napoli una mostra sul Napoli Calcio con magliette, ricordi e gadget di Maradona. Non si tiene in alcun conto il pesante conflitto di interessi sancito dall’Autorità Nazionale Anti-Corruzione per un concorso tecnico-scientifico a Pompei, creando così un grave precedente. Si declama ad ogni passo la Bellezza dei paesaggi italiani, sempre più aggrediti da speculatori e abusivi, e per contro si lascia che la stragrande maggioranza delle regioni (17 su 20) non predisponga, d’intesa col Ministero, e poi approvi, i Piani paesaggistici previsti dal Codice per il Paesaggio del 2007. Nel contempo si tace sul tentativo dissennato – stornato per questa legislatura dalle opposizioni – di svuotare la legge Cederna-Ceruti n. 394/91 sulle aree protette (il 12 % ormai del territorio nazionale, montano soprattutto, con 23 Parchi Nazionali rispetto ai quattro ante 1991) anziché aggiornarla al Codice per il Paesaggio e applicarla seriamente.

A colpire è la strategia di fondo del Mibact: da una parte si trasferisce dagli stessi poli museali a fondazioni di diritto privato la valorizzazione sempre più commerciale del patrimonio e dall’altra si prospetta con la legge Madia la sottomissione delle soprintendenze, decisamente indebolite, ad un organo di governo locale come la Prefettura. Una offensiva, antistorica scemenza.

Le denunce sullo stato penoso della tutela piovono ormai da tutta Italia e quindi il nostro elenco potrebbe continuare a lungo. Ci fermiamo qui per chiedere con forza ai partiti, al futuro Parlamento che questa deriva disastrosa venga fermata e ai media di ogni genere di cominciare almeno ad indagarla, a raccontarla seriamente – non limitandosi alle cifre di facciata, sempre più discutibili – ridando voce alle più collaudate competenze tecnico-scientifiche.

A questo punto la rete dissestata della tutela va letteralmente ricostruita. con la scelta strategica di far di nuovo prevalere l’interesse pubblico sugli appetiti privati, premiando i capaci e meritevoli, riempiendo i vuoti negli organici dei beni culturali, evitando la chiusura per “vecchiezza” di archivi e biblioteche dove l’età media del personale supera i 60-65 anni e i trentenni rappresentano lo 0,6-1,6 % degli addetti.

Il ministero per i Beni culturali non può, non deve diventare il ministero del Turismo (attività chiaramente indotta dal patrimonio culturale e paesaggistico), né si possono sottomettere ai Prefetti le Soprintendenze. Un autentico oltraggio alla tradizione ammirevole dei nostri studi e degli interventi di restauro e di recupero sul territorio e un continuo danno inferto agli stessi interessi del Paese. Per il quale la cultura e la ricerca, in sé e per sé, cioè senza finalità economiche immediate, scolpite nell’articolo 9 della Costituzione, rappresentano il motore fondamentale.

Adriano La Regina, già soprintendente Archeologia Roma, Accademico dei Lincei

Francesco D’Andria, professore emerito di Archeologia greca e romana, Università del Salento

Andrea Emiliani, già Soprintendente ai Beni storici e artistici Bologna, Ferrara e Romagna, Accademico dei Lincei

Mario Torelli, già docente a Perugia di Archeologia, Accademico dei Lincei

Desideria Pasolini dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra nazionale

Licia Vlad Borrelli, archeologo, già Istituto Centrale del Restauro

Giorgio Nebbia, ambientalista, professore emerito Università di Bari

Fausto Zevi, già Soprintendente archeologico Napoli e Caserta e docente alla Sapienza, Accademico dei Lincei

Pietro Giovanni Guzzo, archeologo, già Soprintendente in Puglia e a Pompei, Accademico dei Lincei

Maria Luisa Polichetti, già direttrice del Catalogo centrale e Soprintendente ai Beni architettonici delle Marche

Jadranka Bentini, già Soprintendente ai Beni storici e artistici di Bologna, Ferrara e Romagna, presidente di Italia Nostra a Bologna

Germana Aprato, già Soprintendente ai Beni Architettonici dell’Umbria

Lucia Fornari Schianchi, già Soprintendente ai Beni Storici e Artistici di Parma e Piacenza

Antonio De Siena, già Soprintendente archeologico della Basilicata

Anna Gallina Zevi, già Soprintendente archeologico ad Ostia Antica

Elio Garzillo, già Soprintendente ai Beni architettonici di Bologna e regione

Gianfranco Amendola, ex magistrato, docente di Diritto Ambientale

Carlo Alberto Graziani, già presidente del Parco Nazionale dei Sibillini e ordinario di Diritto Civile a Siena e Camerino

Valerio Magrelli, poeta, ordinario di Letteratura francese all’Università di Cassino

Bruno Toscano, professore emerito di Storia dell’arte Roma Tre

Ebe Giacometti, presidente Italia Nostra Lazio, delegata ai Parchi

Ferdinando Zucconi Galli Fonseca, presidente emerito Corte di Cassazione

Claudio Meloni, coordinatore nazionale della FpCgil del MiBACT

Andrea Camilli, responsabile Assotecnici del MiBACT

Maria Teresa Filieri, già direttore dei Musei Nazionali di Lucca

Gianni Venturi, già ordinario di Letteratura italiana all’Università di Firenze

Paolo Liverani, archeologo, ordinario all’Università di Firenze

Sandro Lovari, professore emerito di Ecologia, Università di Siena

Carlo Alberto Pinelli, professore al Suor Orsola Benincasa di Napoli, presidente di Mountains Wilderness

Lucia Lepore, archeologa della Magna Grecia, già docente a Firenze

Carlo Pavolini, archeologo, già docente Università della Tuscia

Giovanni Losavio, magistrato, già presidente nazionale di Italia Nostra, ora della sezione di Modena

Vezio De Lucia, urbanista

Pier Luigi Cervellati, architetto e urbanista

Bernardino Osio, ambasciatore

Orio Ciferri, genetista, fondatore del primo corso interdipartimentale sui beni culturali a Pavia

Giorgio Boscagli, Gruppo dei 30 per i Parchi, già direttore Parco Nazionale Foreste Casentinesi

Katia Mannino, associato di archeologia classica, Università del Salento

Francesco Pardi, studioso del paesaggio, “Liberacittadinanza”

Luciana Prati, già direttrice Musei Civici e Biblioteca comunale Forlì

Francesca Valli, storica dell’arte, già coordinatrice delle raccolte storiche Accademia di Brera

Lucinia Speciale, storica dell’arte, Università del Salento

Francesco Mezzatesta, fondatore della LIPU, naturalista, coordinatore Gruppo dei 30 per i Parchi

Corrado Stajano, giornalista scrittore

Paolo Maddalena, giurista, già giudice della Corte Costituzionale

Benedetta Origo, presidente Comitato per la Val d’Orcia

Stefano Deliperi, presidente Gruppo di intervento giuridico Onlus, Cagliari

Maurizio Chierici, giornalista scrittore

Salvatore Bragantini, economista, editorialista

Gianandrea Piccioli, consulente editoriale

Fernando Ferrigno, giornalista tv e scrittore di Beni culturali

Ugo Mattei, professore di Diritto civile e dell’Ambiente, Università di Torino

Alberto Abrami, già ordinario di Diritto Forestale e Ambientale, Università di Firenze

Simona Agostini, ricercatrice Urbanistica, Università di Bologna

Andrea Buzzoni, già dirigente Ferrara Arte e delle Attività culturali del Comune, Ferrara

Luisa Bonesio, già associato di Estetica Università di Pavia, direttore dei Musei dei Sanatori di Sondalo (Sondrio)

Alessandro Gogna, alpinista, storico dell’alpinismo

Simona Rinaldi, Università della Tuscia

Pino Coscetta, giornalista scrittore

Luisella Battaglia, Istituto italiano di Bioetica

Matteo Righetto, scrittore, comitato scientifico Mountains Wilderness

Italo Sciuto, professore di Filosofia Morale, Università di Verona

Stefano Sylos Labini, ricercatore scientifico ed economista

Tomaso Montanari, ordinario di storia dell’arte moderna, Università Federico II Napoli e presidente di Libertà e Giustizia

Maria Pia Guermandi, archeologa, responsabile progetti europei sul patrimonio culturale

Natalia Piombino, docente Syracuse University Florence

Gaia Pallottino, coordinatrice Comitato residente città storica, Roma

Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore Beni culturali

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