Brunhilde Pomsel fu segretaria del ministro della Propaganda di Hitler, il famigerato Joseph Goebbels. Nel documentario che va in onda il 26 gennaio su History (Canale 407 di Sky) la donna racconta la sua vita con incredibile lucidità sebbene avesse 103 anni quando furono fatte le riprese. Le immagini iniziali di La segretaria di Goebbels sono inquietanti poiché non si riesce a capire subito chi si ha di fronte: la pelle del volto segnata da un reticolo di rughe, da solchi profondi, sembra quella di un rettile mitologico, il basilisco. Poi ascoltando le parole si chiarisce che si tratta di un essere umano, di una donna che racconta la sua vita nella Germania dei primi decenni del Novecento, un mondo completamente diverso da quello attuale: l’educazione familiare autoritaria spesso spietata induceva alla sottomissione e all’obbedienza. Il padre appena tornato dalla Grande guerra toglie ai bambini il vaso da notte da sotto il letto cosicché i piccoli vagavano al buio nelle ore notturne alla ricerca della toilette.

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L’articolo dello psichiatra Domenico Fargnoli prosegue su Left in edicola
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