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I migranti che rischiano la vita per cercare un futuro altrove, dopo essere fuggiti da miseria, guerra, e violenze di ogni tipo, sono estremamente vulnerabili. Tanto più lo sono i bambini migranti, costretti a lasciare gli affetti e ad affrontare, spesso da soli, un’odissea più grande di loro. Sulla loro pelle si gioca la politica egoista dell’Europa che non prevede corridoi umanitari, che non adempie alle ricollocazioni e ai ricongiungimenti familiari. Ancora più crudele è la politica italiana che vuole chiudere i porti e minaccia di non rispondere agli sos dei migranti in mare. È disumana la politica del governo a trazione leghista. Lo abbiamo scritto e continuiamo a ripeterlo. È inaccettabile e fuori dalla realtà.

Non c’è alcuna invasione in atto diversamente da quanto ci raccontano. Anzi. Le cifre parlano chiaro: Fra 125 mila e 300 mila italiani vanno all’estero ogni anno a cercare lavoro (fonte Ocse). Sono invece 16.551 i migranti del mondo sbarcati in Italia nel 2018 (fonte ministero dell’Interno). Fra questi molti sono i minori. C’erano 123 minori soli sull’Aquarius. E non è una eccezione. È disumano chiudere le porte a bambini che hanno tutto il diritto di crescere circondati da affetto, di essere ascoltati e amati, di avere coetanei con cui giocare, di andare a scuola. Non accade così sui barconi della morte, ma non accade così nemmeno a terra se e quando – nonostante l’ostracismo dei ministri Salvini e Toninelli – riescono a mettere piede in Italia.

Quale sia il travagliato percorso che i minori non accompagnati devono affrontare lo raccontano le sconvolgenti inchieste pubblicate su questo numero di Left. Molti di loro spariscono nel nulla o finiscono nella tratta e nelle mani della criminalità organizzata. (La legge Zampa entrata in vigore l’anno scorso, resta nei fatti largamente disapplicata). Medici, operatori delle Ong, il garante per l’Infanzia e psichiatri in queste pagine denunciano una situazione drammatica. Le violenze fisiche e psichiche che i piccoli migranti subiscono determinano ferite profondissime che possono provocare una vera e propria catastrofe psichica in soggetti come loro che attraversano una delicata fase di sviluppo, che non si sanno difendere, che non sono ancora individui adulti e indipendenti. Sono sensibili, fragili, esposti a tutto e le nostre politiche intervengono per uccidere in loro ogni speranza.

Questo è nazismo, non ci sono altre parole. Lucidamente menzognera e criminale è la politica di chi – contro ogni evidenza documentale – dice che in Libia non ci sono lager per migranti. Negazionista è chi definisce «taxi del mare» motovedette guidate da torturatori e schiavisti. E chi chiama «pacchia» lo sfruttamento nei campi e «crociera» il viaggio di chi è lasciato alla deriva. Nel Mediterraneo dove annegano i migranti, naufraga così anche l’Europa, ostaggio dei sovranisti del gruppo di Visegrad e del lucido calcolo di Paesi fintamente europeisti come la Francia di Macron che chiude ai migranti economici e la Germania che seleziona le entrate in base a un feroce darwinismo sociale, che lascia fuori chi è più povero e non ha competenze utili ad aumentare il profitto tedesco.

La sinistra, se c’è, batta un colpo per dire no a un’Europa che è solo una unione di mercati; denunci con forza i danni di politiche neoliberiste che antepongono le merci alle persone. Ma rifiuti anche antistorici nazionalismi e sovranismi: dica no a chi vorrebbe riportarci in un impraticabile isolamento a colpi di dazi e a chi, con mire neocolonialiste, punta ad esternalizzare i confini europei creando hotspot ed enclave militarizzate in Africa. Una alternativa di sinistra a tutto questo passa attraverso un’opposizione forte e coerente. Nasce da un nuovo internazionalismo che metta in rete le realtà di sinistra più vive e vitali. Ma in Italia nasce anche dal non confondersi con il “fronte repubblicano”, che si annuncia come Union sacrée del centrosinistra che ha già governato facendo disastri.

Non dimentichiamo infatti che sono stati i governi Renzi e Gentiloni a rincorrere le destre sul loro terreno, soffiando sul fuoco della paura, brandendo la parola sicurezza come un’arma, criminalizzando i migranti. Non dimentichiamo che la legge Minniti-Orlando, con le politiche securitarie che ne sono seguite, ha aperto la strada alle politiche xenofobe e crudeli di Salvini-Toninelli. Abbiamo visto più volte in tv e su altri media il sostenersi a vicenda di Renzi, Minniti e Salvini, il quale ha fatto più volte apprezzamenti il lavoro di chi lo preceduto affermando di volerlo portare avanti.

In questa gara a rivendicare il peggio è comparso anche l’ex ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni che in tv ha rivendicato di essere stato il primo a pensare concretamente di chiudere i porti, «ma l’Europa poi ha detto che non si può fare». Non sono bastate le condanne della Cedu che l’Italia ha collezionato. Incuranti del diritto umanitario, le politiche attuali vanno perfettamente a braccetto con quelle di Renzi e Gentiloni.

Come può essere credibile l’opposizione di chi nel centrosinistra ha preparato il terreno a tutto questo e ha tentato di manomettere la Costituzione?

L’editoriale di Simona Maggiorelli è tratto da Left in edicola


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